Archive for the 'Didattica' Category

Tecnologie condivise

Le tecnologie non servono

L’insegnante mediocre non migliorerà di certo il suo insegnamento usando le tecnologie.

http://www.giannimarconato.it/2009/10/le-tecnologie-non-servono/

Le tecnologie Servono

Servono buoni docenti, che tra le loro molteplici competenze, abbiano anche quelle tecnologiche. Non per innovare: semplicemente per insegnare.

http://www.fininformatica.it/wp/le-tecnologie-servono/

… a meno che

Non si può far credere (agli insegnanti, agli studenti, alle famiglie, alla società) che la nostra scuola stia migliorando grazie a massicce iniezioni di tecnologie

http://www.giannimarconato.it/2009/10/a-meno-che/

Didattica e Facebook

Neofita di facebook, non mi sono fatto ancora un’idea precisa su il suo utilizzo nella formazione. Propendo per considerarlo uno strumento tra altri strumenti, un’ulteriore canale di dialogo con gli utenti, più diretto e informale.

Per approfondire, consiglio di dare un’occhio al gruppo “Didattica in Facebook. No grazie“. Aperto dall’instancabile Gianni Marconato a gennaio del 2009, raccoglie già numerosi interventi su questo argomento. Cito i più interessanti.

 

 

Andreas Formiconi

FB è tuttavia importante a questo punto considerato il proposito più ampio di “uscire” dalla classe. Io penso che chi insegna oggi debba uscire dalla classe. Penso che per ridare senso e dignità ai momenti di vita in classe se ne debba fare un uso molto più parsimonioso e focalizzato…

 

Caterina Policaro
Io mi convinco sempre più che è uno strumento, un canale, un modo per restare in contatto e creare relazioni. Sulla relazione si può fondare l’apprendimento…

 

Gianni Marconato

… credo sarebbe un controsenso “obbligare” i propri studenti ad iscriversi su FB e, magari, obbligarlia a fare specifice attività. O, forse, è l’unico modo per rovinargli la freschezza delal vita in FB e farli smettere.
Io preferirei farmi trovare da loro su FB e far condurre la danze da loro

 

Luisanna Fiorini

I miei ragazzi di openuni hanno attivato un gruppo… intanto li osservo, poichè sono anche miei amici, invitare altri e scrivere sulle loro bacheche. utilità finora? mi trovano echattano per piccole cose e consigli. didattica strutturata? ehi, ma se strutturiamo l’informale, che informale è?

 

Lucia Rosati

… Infatti , rispetto alla piattaforma appare molto più intuitivo ed accessibile.Tutti gli utenti accedono con una certa frequenza alla propria pagina ed in questo modo possono tenersi informati circa l’andamento e le attività didattiche del corso.

 

Italo Losero

… Ho provato ad usare FB x edu, ma ci sono alcuni problemi….
1) Non è facile da usare.
2) E’ fatto per vendere pubblicità. Gli spazi a dx sono sempre pieni di ‘richiami’…
3) E’ lento. Spesso.
4) E’ sempre aperto a tutti: si vedono in chat tutti gli amici e i loro interventi; ok per l’impiego ’sociale’ di svago, meno per la didattica.

 

Gianni Marconato

… usare la leva della curiosità, del “divertimento” (imparare giocherellando …), del usare uno strumento perchè avvicina anche gli insegnanti “vecchi” ai giovani ha il fiato corto e dopo poco si torna punto ed a capo. Ma, mai dire mai

La rete, le tecnologie didattiche, l’intelligenza artificiale

Cosa sono, allora le “nuove tecnologie”? Quelle che consentono di fare cose diverse? Quelle che mi consentono di attuare una didattica non più incentrata sulla trasmissione di contenuti? Quelle che consentono ai miei studenti/allievi di imparare meglio? La risposta è: “la rete”.

Gianni Marconato - Quali sono le nuove tecnologie?

Ma il successo di Google fa pensare che la prossima intelligenza artificiale sarà su internet, sarà come internet.

Internazionale - Un’intelligenza rivoluzionaria - Via il Blog nella didattica


Ancora sull’ università…

ma perché tutti devono andare all’Università? C’è chi proprio non è tagliato per studi superiori (che difatti si sono «abbassati» per accoglierlo). Nemmeno è vero, poi, che il lavoro «terziario » dia più felicità. Anzi. Più si moltiplicano gli attestati cartacei che creano alte aspettative, e più creiamo legioni di scontenti senza lavoro, o costretti a un lavoro che considerano indegno del loro rango.

Giovanni Sartori - Corriere della sera - Via Agatimario

Direzioni da cambiare

Giorni di riforme senza senso, manifestazioni oceaniche, interessi di parte, rivendicazioni illuse contro un futuro sempre più incerto. Eppure, l’impressione è che tra breve rimarrà ben poco, il vociare confuso lascerà  spazio ai soliti - altri- problemi. Prima di tornarci, meglio trattenere un pensiero:

… L’OCSE ha individuato da molti anni nella scuola uno dei principali settori in cui tagliare la spesa pubblica, sulla base di un ragionamento molto semplice: i sistemi scolastici attuali producono troppe persone qualificate rispetto a quelle che sono le esigenze delle moderne società di mercato

… Infatti a cominciare dagli anni settanta, dopo due decenni di crescita, la percentuale di lavori qualificati si è stabilizzata, mentre la scolarità superiore continuava a espandersi.

…Allora viene suggerita una politica che apparentemente affermi una volontà di riforma della scuola, ma che nella sostanza tagli i fondi e lentamente dequalifichi la didattica e trasformi la maggioranza delle scuole in immensi oratori mal gestiti.

Nazione Indiana via -l’immancabile- blog nella didattica

Meglio essere consapevoli, alle prossime proteste, di quanto sia radicale il problema, di quanto sia permanente, di quale sia la sua vera entità.

Ma avanti dove?

A me non sembra tanto intelligente:

  • far pagare i libri scolastici a chi compra un computer o un cellulare. O attiva una connessione Internet. Perchè non un altro settore ? (tipo le partite di calcio: io non le seguo…)
  • pensare di risparmiare pagando i computer invece dei libri di testo
  • non accennare nemmeno alle disparità che si potrebbero verificare tra gli studenti (il mio computer si accende dopo 10 minuti, non ho MS Office, mi manca il dizionario di inglese…)
  • non accennare nemmeno alla questione didattica (ma lo facciamo solo per risparmiare?)

Ma forse la proposta qualche lato interessante ce l’ha. Magari in questo modo molti insegnanti si accorgono che esistono le Open Education Resources, risorse didattiche gratuite che possono migliorare grazie al lavoro di tutti. Così non comprano più i libri dagli editori.

Chi è causa del proprio mal….

PS

Se dovesse passare la proposta consiglio di iniziare da Wikijunior:World at work, un affascinante viaggio tra i lavoratori del mondo. :)

Cosa fa un insegnante?

Una risposta forte in tempi deboli. Vale la pena ascoltarla. Pura catarsi.

 

2 volte 2…

 

Tecnologia o metodologia? Chiara ed incisiva la risposta in questo video.

Il modello ADDIE

Nel web capita di incontrare pagine che fanno veramente paura. E’ il caso di Instructional Design Models, dove non finisci di scorrerla che già stai pensando di chiudere tutto. Ed è quello che ho fatto per parecchio tempo. Ma è solo una questione di obiettivi: in quest’ultimo caso erano particolarmente concreti, e qui ho trovato delle informazioni veramente utili.

State cercando una buona spiegazione del modello ADDIE? Una spiegazione che lo inquadri a livello teorico, raccogliendo i vari pro e contro del modello e lo confronti con altri modelli?

Questo è veramente un ottimo documento:

What is Instructional Design Theory?

Per me è stato una svolta: mi ha fatto capire bene il legame tra modello di progettazione didattica e teoria dell’apprendimento sottostante. Già perchè anche se il modello è generale ed operativo, anche se si limita a scandire le diverse fasi dell’intervento formativo (analisi, progettazione, produzione etc.), pure così è strettamente connnesso ad una teoria dell’apprendimento. Anche solo implicitamente.

1914

Scopro che:

  • Per un momento Guglielmo II aveva creduto di non iniziare la prima guerra mondiale
  • I socialisti nei paesi europei avevano appoggiato la guerra
  • Molti giornalisti francesi erano sul libro-paga dell’imperatore Nicola II
  • Pirenne, noto storico belga, era stato catturato e fatto prigioniero dai tedeschi
  • Per condizionare l’opinione pubblica dei paesi ostili, la propaganda infiltrava falsi periodici
  • La biblioteca di Lovanio, distrutta durante i bombardamenti, fu ricostruita con le riparazioni di guerra
  • 1914 - alle Otto della Sera è la serie radio sulla 1° Guerra mondiale condotta da Luciano Canfora. Ottima.

Luciano Canfora è un narratore eccezionale e appassionante. Questo già lo sapevo, l’avevo ascoltato  in 19 agosto 43 a.C.: Ottaviano e la prima ‘marcia su Roma’

Per scaricare la trasmissione in formato mp3, fai clic qui.