Medicina figurativa

Mai più ricette mediche improprie o eccessive. Questo l’obiettivo di VCM (Visualisation des Connaissances Médicales - Visualizzazione della conoscenza medica-), un nuovo linguaggio iconico rivolto ai medici, in grado semplificare la lettura delle controindicazioni nei medicinali. Più efficiente e rapido di quello testuale, almeno secondo le indagini condotte, il VCM, oltre ad essere un’applicaizone pratica di infodesin, è anche un ottimo esempio del rigore logico con cui si crea un linguaggio figurativo.

Come funziona VCM?

Come ogni grammatica, anche VCM  utilizza degli elementi di base, in grado di combinarsi tra loro e raggiungere un significato complesso. Tra gli elementi di base vi sono forme, colori e simboli.

Un paio di esempi di come combinazioni:

image Dolore  + imageCervello  = imageMal di testa

 

 

image  Stato patologico + image  Cuore =   image  Infarto

 

Utilizzando specifici simboli è possibile costruire inoltre vere e proprie frasi, come questa:

image

Se il paziente soffre di infarto, allora (la freccia) non deve utilizzare questo farmaco (il box con la X).

Efficacia?

Secondo i test condotti l’efficacia è notevole, dimezzando i tempi di lettura, come dimostra questo grafico. Non sono un’esperto di medicina, nè ho studiato a fondo questo linguaggio, ma guardando questa immagine ci posso pure credere….

 

Per approfondire…

 

Articolo che spiega e introduce il linguaggio:

Vera e propria grammatica di VCM, con tutti i simboli spiegati:

2 volte 2…

 

Tecnologia o metodologia? Chiara ed incisiva la risposta in questo video.

Risorse free per l’educazione

Al volo: ZaidLearn ha pubblicato una bella lista di risorse free per l’educazione. Vale la pena darci un occhio.

Opinioni divergenti?

 

La mia netta impressione è che in un corso come questo, dove l’e-learning ha un’importanza “relativa” per l’apprendimento (le ore sono poche, il budget per l’e-learning è molto basso, c’è comunque una forte componente d’aula “fisica”) si è verificata una spaccatura “antropologica”:

- chi è già abituato a usare il web quotidianamente usa l’e-learning come una risorsa aggiuntiva e spesso “impara” …”

- chi non è abituato o è “spaventato” dal web magari guarda ma non partecipa

Elearnit: Diario modenese: impressioni su un corso blended 

 

“…conosciuto allora e in diverse occasioni, esperto di cui ho letto anche tutti i libri, alcuni proprio studiati, tanto per cominciare non ha un blog, ma aggiorna ancora le pagine che vi ho linkato. Certo, non c’è nulla di male, non bisogna essere per forza 2.0, ma a quei livelli di preparazione e competenza (rimane sempre un mio mito) occorre almeno esplorare e testare. Comunicare al passo coi tempi. E avere idea che con un blog tutti i suoi contributi scientifici validissimi avrebbero una visibilità 1000 volte migliore. Oltre che aprirsi al confronto con gli altri e fare rete è il reale valore aggiunto dell’e-learning e di gruppi collaborativi in rete.”

Catepol: Condividiamo conoscenza (o almeno ci proviamo)

Rapid e-learning blog

Clive Shepherd ha pubblicato una video intervista a Tom Kuhlmann, autore del Rapid Learning blog.

Clive è un consulente e-learning inglese, gestisce il blog Clive on learning. Sul suo sito sono disponibili diversi pdf legati all’e-learning, più un intero corso sull’ E-learning e la progettazione didattica. Dateci un occhio, se non l’avete mai visto.

Tom lavora nell’ e-learning da 15 anni, e gestisce il blog per conto di Articulate, software house e-learning. Oltre agli ottimi articoli, iscrivendosi alla newsletter si può scaricare una breve guida al Rapid Learning.

L’intervista è interessante e vale la pena ascoltarla. Oltre a fare un quadro sul Rapid Learning, Tom spiega i motivi del suo successo, a partire dai problemi pratici che il blog affronta, fino all’assenza di pubblicità per i prodotti Articulate. Aspetti che dovrebbero essere considerati da tutte le aziende con un blog. Tutto sommato, non è semplice ottenere questo risultato ed il blog di Tom è una notevole eccezione.

Ma non è solo una questione di capacità, a spiegare questo successo c’ è anche un crescente interesse per la progettazione ID. Ma qual’è la causa di questo interesse? Il progressivo diffondersi di strumenti rapid e-learning, ha coinvolto anche formatori e esperti della materia, senza competenze specifiche nell’ e-learning. A loro il blog si rivolge: un obiettivo azzeccato.

Comodo il formato della video intervista: un breve video su you tube per ogni domanda.

Link:

Facciamo un break musicale…

Non so voi, ma You tube sta diventando sempre di più la mia radio. Questa la mia compilation personale.

Mouse sulla finestra e ci si muove nella playlist. Quali sono le vostre?

 

 

Da non perdere:

Moretti e Ti vengo a cercare

Blog ed e-learning

Altre aziende e-learning italiane tentano la strada dei blog: ora anche DMS multimedia ha aperto il suo.

E’ una buona notizia?  E’ presto per dirlo. In teoria il blog può essere uno strumento di marketing avanzato, può migliorare la comunicazione dell’azienda e renderla “trasparente”. Ma più di tutto contano le intenzioni: i blog sono di più di un semplice archivio di news. Per risultare efficaci ( = letti e apprezzati) devono raccontare qualcosa, offrire un punto di vista personale, senza troppe patinature e pubblicità. Altrimenti si ripete sempre lo stesso copione : prima abbandonato dai lettori, poi dall’autore, il blog finisce rapidamente in soffita. Con buona pace di ogni tentativo di innovazione.

PS

Esempi positivi? Elearnit sta portando avanti un ottimo blog, raccontando esperienze professionali e  riflessioni personali.

Reale - irreale

Ora mi è più chiaro perchè sto leggendo uno dietro l’altro i libri di philip dick.

I nostri fratelli artificiali

via | jbl

Bando progetto Trio

Scade il 3 giugno il nuovo bando per ProgettoTrio. Se avete messo da parte XXX.XXX euro, forse potreste farci un pensiero (è solo la caparra). In prospettiva però potreste contare su una commessa da X.XXX.XXX euro. Insomma, tanti soldi. Buona parte destinati alla produzione di contenuti didattici digitali. Learning Object, secondo il modello tradizionale e canonico.

Ma tentare qualcosa di più rischioso non si poteva? Insomma negli ultimi anni sono nati e cresciuti nuovi modelli di formazione a distanza (blog wiki Youtube OER e via dicendo). Perchè non si è provato a prendere spunto da altre esperienze internazionali (OpenLearn, Connexions ect.) o nazionali (SLOOP)? Perchè non si è cercato di seguire un modello più aperto e sociale, invece di chiudere tutto dentro ad una piattaforma (tra l’altro proprietaria: SABA).

Non ho una buona opinione sui prodotti di progettoTRIO: a livello tecnico la qualità e molto bassa, a livello pedagogico mi sembrano poco efficaci e discretamente noiosi. Capisco che questo in parte sia legato a requisiti tecnici e teorici da rispettare, ma penso che, se si vuole ottenere qualità nella formazione, bisogna tentare di cambiare modello.

Forse sono eccessivamente negativo, e sicuramente progetto TRIO ha molti lati positivi. Rimangono soldi pubblici, spesi in tempi difficili.

Qui il bando:

http://www.rete.toscana.it/sett/orient/fp/faref.htm

2001 spiegazioni

Chi non ha visto 2001? Chi può dire di averne capito a fondo tutti i significati?

Provateci.

 

image

Rimane solo un mistero: è un Learning Object?