Archive for the 'Fun' Category

Steve jobs - 1984 -

… So it is with considerable pride that i introduce a man who’s been like a father for me.. STEVE JOBS.

Il bullismo ai tempi di S. Agostino

imageS. Agostino, filosofo dell’amore. Questo il titolo - o forse sottotitolo- della trasmissione RadioRai che ho appena finito di ascoltare. Una bella trasmissione, che percorre tutta la vita del santo, descrivendone il pensiero, le opere, i luoghi visitati e le persone incontrate. Una vita agitata, quella di S. Agostino: irrequieto, alla continua ricerca di una verità che giungerà solo tardiva, viaggerà tra l’Africa e l’Italia, prima a Roma e poi a Milano, come insegnante e retore. Solo a Milano arriverà la fine di tante tribolazioni, ascoltando le prediche di S. Ambrogio, che tanto avrebbero ispirato l’animo del filosofo da indicargli la giusta via e spingerlo alla conversione. Il successivo ritorno in Africa, decreterà definitivamente la strada verso la santificazione, diventando vescovo della città di Ippona, città a cui si dedicherà fino alla fine della sua vita.

La trasmissione ha il merito di rendere un ritratto molto “umano”, descrivendone il dramma interiore che agitò il pensiero del filosofo fino alla sua conversione. Ricca di citazioni e brani tratti dalle sue opere, è un’ottima introduzione alla filosofia di S,Agostino o, più semplicemente, un buon modo di passare un pò tempo.

PS

Ma perchè un titolo del genere? Il motivo è semplice: in più occasioni la trasmissione descrive le marachelle compiute dagli studenti del tempo. Lo stesso S. Agostino racconta il pessimo comportamento dei suoi compagni di scuola prima, dei suoi allievi poi. A quanto pare un male senza tempo.

Per scaricare in mp3 le puntate, qui la guida.

Cosa fa un insegnante?

Una risposta forte in tempi deboli. Vale la pena ascoltarla. Pura catarsi.

 

2001 spiegazioni

Chi non ha visto 2001? Chi può dire di averne capito a fondo tutti i significati?

Provateci.

 

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Rimane solo un mistero: è un Learning Object?

Guru d’aprile

Ci voleva: un pesce d’aprile formato elearning. Tanto per sdrammatizzare un po.

Il Dr. Werner Oppelbaumer intervistato nel Rapid Learning Blog

 

Direttamente dall’intervista

We found that we created these really good courses with many screens and a lot of information, but no one thought about how to get the learner from screen one to screen two. 

While my colleagues sat around trying to figure out what went wrong with their ADDIE model, I looked out the window and noticed an arrow pointing down the road.  That’s when I suggested we place a next button shaped like an arrow on the screen.  Elearning has never been the same since.

 

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Ruote Greche

Semplice l’ animazione, meno il concetto.

 

pigreco

via I Coolinfographics

Voglio Compiz Fusion

Non voglio Vista. Ho un desktop “Vista enabled” ma la licenza è rimasta nel cassetto. Meglio XP.

Non voglio comprare un Mac. Non mi va di avere un computer blindato, e ho l’impressione che Apple tra un pò farà la fine di Microsoft.

Voglio un nuovo sistema operativo. Voglio Compiz fusion.

 

Sto pensando seriamente di passare a Linux. Per inziare mi sono installato VirtualBox. Non devi formattare niente e il PC rimane com’è, solo ti permette di emulare Linux. Ogni tanto lo apro e faccio un giro su Xubuntu. Così tanto per fare….

Che cosa è successo?

Technorati Tag:

Un video sull’educazione negli Stati Uniti. Raccontando in modo leggero fatti ben più gravi. E l’italia?

via OpenfictionBlog

 

Piccoli salti

Sto leggendo Mestiere di scrivere. E’ un piacere scoprire minuscole emozioni, racchiuse tra il batter di ciglia.

… sono sconsigliate le parole scritte interamente in maiuscolo … perchè l’occhio si sofferma più volentieri sul piccolo salto che deve fare per passare dal maiuscolo al minuscolo.

L. Carrada Mestire di scrivere

Helvetica

Sempre sotto gli occhi eppure sconosciuti. Raramente qualcuno sa riconoscere il carattere tipografico -font in inglese - utilizzato in un testo. Generalmente ci si ricorda il nome di quel paio di caratteri intravisti nella barra di formattazione di Word, senza neppure esser ben in grado di descriverne le caratteristiche. L’universo tipografico si limita a queste banali incursioni, ignari delle microscopiche e affascinanti sfumature, che pure si possono cogliere a colpo d’occhio. Non sono un’esperto di tipografia, le mie esperineze si limitano a quelle appena descritte, ma aver visto Helvetica, un avvincente documentario sull’argomento, ha risvegliato il mio interesse. Scoprendo così un mondo molto affascinante.

Oltre, ad essere il titolo del documentario, Helvetica è un font nato in Svizzera nel 1967. A 50 anni dalla sua nascita questo font è ancora molto apprezzato e diffuso in tutto il mondo. Depliant, cartelloni pubblicitari, loghi aziendali, segnali stradali: lo incontriamo probabilmente tutti i giorni, senza neppure rendercene conto. Ma il suo successo non si ferma alla carta stampata. Arial, parente stretto dell’Helvetica, è il font utilizzato nei sistemi operativi, sia in Windows che in Macintosh.

Quali ragioni giustificano tanto successo? Il documentario le racconta con le parole di designer ed esperti, e c’è da rimanere a bocca aperta di fronte a descrizioni tanto fluenti ed entusiasmanti, quasi si parlasse di capolavori d’arte perfetti ed ineguagliabili. Helvetica, del resto, non è un font qualsiasi: è il font moderno per eccellenza. Elegante e molto leggibile, ha una qualità rara e fondamentale: essere neutro, non portare con sè nessun significato. Per questo è stato adottato in tanti differenti contesti e continua ad avere un successo mondiale.

Il documentario, oltre ad essere veramente interessante, è una buona occasione per avvicinarsi al mondo dei font, e scoprire le minuscole ma affascinanti differenze che lo articolano. E magari riconoscere così i font che si hanno davanti agli occhi. Quello che state leggendo è Verdana.

Per approfondire:

la voce in wikipedia: curata e con molte immagini, un ottimo inizio per capire le differenti famiglie di font.

Arial VS Helvetica: nato nel 1982 Arial presenta delle minime differenze rispetto ad Helvetica. Probabilmente creato per superare i limiti del copyright.

A lesson in typography: un semplice tutorial, veramente chiaro e “tipografico”

Il trailer del documentario: