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Typography

Un’introduzione molto visiva, alla tipografia.

 

Altri articoli:

Radio rai: scaricare in mp3

Un vasto archivio di programmi radiofonici, tutti di ottimo livello. Il sito Radio Rai permette di ascoltare online buona parte delle trasmissioni realizzate durante gli ultimi anni. Considerati i temi trattati, come storia, scienze o letteratura, l’ampiezza del catalogo e lo spessore culturale, queste risorse possono rivelarsi utili sia a livello personale, sia come supporti didattici in classe.

Unico problema: le trasmissioni devono essere ascoltate online, e, tolto un esiguo numero di podcast, non possono essere scaricate. Diverse soluzioni permettono di aggirare l’ostacolo ma richiedono pazienza ed alle volte, una certa destrezza informatica. I forum Radio Rai, offrono invece una soluzione semplice e pratica.

Con un buon gioco di squadra, il forum “i nostri podcast”, ha raccolto tutte le trasmissioni disponibili in un unico archivio, utilizzando Xdrive, il servizio di hard disk remoto di AOL. Una volta effettuato l’accesso al servizio, è possibile scaricare tutte le trasmissioni in formato mp3.

Qui, è disponibile una guida dettagliata.

Questo “tesoro” l’ho scoperto qualche giorno fa, ed è stata una gradita sorpresa. Personalmente adoro Ad Alta Voce, trasmissione che propone le sintesi radiofoniche di classici della letteratura , e Alle Otto della Sera, dove esperti e studiosi spiegano e commentano i fatti della storia. Qualche giorno fa ho ascoltato Memorie di Adriano e Se questo è un’uomo, apprezzando la fedeltà e la cura con cui questi libri erano stati trasposti in formato audio. Consigliati vivamente. Prossimo ascolto: 1914, un ciclo di lezioni di Luciano Canfora.

Un bel grazie a Mariù!

Altri articoli:

Piccoli salti

Sto leggendo Mestiere di scrivere. E’ un piacere scoprire minuscole emozioni, racchiuse tra il batter di ciglia.

… sono sconsigliate le parole scritte interamente in maiuscolo … perchè l’occhio si sofferma più volentieri sul piccolo salto che deve fare per passare dal maiuscolo al minuscolo.

L. Carrada Mestire di scrivere

Helvetica

Sempre sotto gli occhi eppure sconosciuti. Raramente qualcuno sa riconoscere il carattere tipografico -font in inglese - utilizzato in un testo. Generalmente ci si ricorda il nome di quel paio di caratteri intravisti nella barra di formattazione di Word, senza neppure esser ben in grado di descriverne le caratteristiche. L’universo tipografico si limita a queste banali incursioni, ignari delle microscopiche e affascinanti sfumature, che pure si possono cogliere a colpo d’occhio. Non sono un’esperto di tipografia, le mie esperineze si limitano a quelle appena descritte, ma aver visto Helvetica, un avvincente documentario sull’argomento, ha risvegliato il mio interesse. Scoprendo così un mondo molto affascinante.

Oltre, ad essere il titolo del documentario, Helvetica è un font nato in Svizzera nel 1967. A 50 anni dalla sua nascita questo font è ancora molto apprezzato e diffuso in tutto il mondo. Depliant, cartelloni pubblicitari, loghi aziendali, segnali stradali: lo incontriamo probabilmente tutti i giorni, senza neppure rendercene conto. Ma il suo successo non si ferma alla carta stampata. Arial, parente stretto dell’Helvetica, è il font utilizzato nei sistemi operativi, sia in Windows che in Macintosh.

Quali ragioni giustificano tanto successo? Il documentario le racconta con le parole di designer ed esperti, e c’è da rimanere a bocca aperta di fronte a descrizioni tanto fluenti ed entusiasmanti, quasi si parlasse di capolavori d’arte perfetti ed ineguagliabili. Helvetica, del resto, non è un font qualsiasi: è il font moderno per eccellenza. Elegante e molto leggibile, ha una qualità rara e fondamentale: essere neutro, non portare con sè nessun significato. Per questo è stato adottato in tanti differenti contesti e continua ad avere un successo mondiale.

Il documentario, oltre ad essere veramente interessante, è una buona occasione per avvicinarsi al mondo dei font, e scoprire le minuscole ma affascinanti differenze che lo articolano. E magari riconoscere così i font che si hanno davanti agli occhi. Quello che state leggendo è Verdana.

Per approfondire:

la voce in wikipedia: curata e con molte immagini, un ottimo inizio per capire le differenti famiglie di font.

Arial VS Helvetica: nato nel 1982 Arial presenta delle minime differenze rispetto ad Helvetica. Probabilmente creato per superare i limiti del copyright.

A lesson in typography: un semplice tutorial, veramente chiaro e “tipografico”

Il trailer del documentario:

Il mestiere di scrivere

Sto aspettando un amico, in stazione. Nell’attesa vado in libreria: mentre gli sbirri agguantano un ladro intellettuale, io do un occhio agli scaffali. Vado alla cassa e chiedo il Mestiere di Scrivere. Non riuscivo a ricordare il cognome dell’autrice, così il commesso ha tentato di rifilarmi il libro di Carver - che ha lo stesso titolo e in più ho già!-.

Mannaggia, sarà per un’altra volta, mi sono detto, ma mentre mi allontano m’è venuto in mente il nome, Luisa, e tutto s’è risolto: reparto mass media. Prima di comprarlo c’ho dato una rapida scorsa, ed ho avuto l’impressione che, pur essendo un libro valido ed interessante, il blog è più appassionante. L’ho comprato lo stesso.

Perchè l’ho comprato?

1. il libro è organizzato meglio del blog, ci sono più informazioni, lo posso leggere in metro o prima di dormire;

2. è più di un anno che seguo il blog dell’autrice, mi sembra giusto ricompensare in modo tangibile il suo impegno.

Può essere utile per l’elearning?

Si, può essere molto utile. I Learning Object sono editoria didattica, perciò la comunicazione svolge un ruolo chiave. Allo stesso tempo i contenuti forniti dai cliente sono in perfetto burocratese/aziendalese (questa presentazione spiega gli effetti di questo linguaggio sull’elearning).

Il libro affronta anche questi argomenti, e da degli ottimi consigli. Non ci sono dubbi: compratelo.

I blog

Trovato attraverso presentation zen, questo video di Marco Montemagno, è innanzittutto un bell’esempio di presentazione powerpoint. Ma che lo dico a fare? Buona visione…

Onestà personale?

La blogsfera è strana. Momenti di autentica euforia si alternano a fasi di sospetto dubbio. Chi sono gli altri? Perchè questi ruoli? Perchè tutte le voci all’unisono?

Non si può essere sempre i cavalieri bianchi della rete. Non si può predicare sempre verso un futuro splendido e collaborativo.

Si nascondono, dietro una bella facciata lucida e razionale le proprie ombre.Ma il problema non si riduce ad una semplice questione personale.

Cancellare determinati ruoli dal nostro modo di relazionarci, impaluda la conversazione con gli altri, la rende sterile e molto noiosoa. Non fa emergere i problemi e, peggio, impedisce di affrontarli. Ci perdono tutti.

Bisognerebbe essere più critici. Non solo con se stessi ma anche con i ruoli che si stanno interpretando: voglio questo ruolo? mi rispecchia questo ruolo? E forse un mio diritto universale, questo ruolo? Ci sto guadagnando qualcosa?
Mah… sarà solo una fase..

Gimp: loading font lento?

Per tutti gli utenti Gimp: il programma si carica lentamente? Passano una ventina di secondi durante lo splashscreen, con la scritta loading font? Non è normale: Gimp in computer medi, si carica in 5- 6 secondi massimo. Nella FAQ di Gimp,nella sezione “Gimp appears to hang while loading fonts. What’s going on?“, è descritto il problema e la sua soluzione. E’ necessario cancellare un file nella cartella document and settings. Cercatelo con cerca. Un grazie al gruppo GIMP, m’ha risolto un bel problema!!!

 

[meme]] i servizi web 2.0 che uso

Ho letto questo post di catepol, ecco i servizi web 2.0 che utilizzo

Comunicare: Skype, Gmail, MSN (pochissimo, giusto per beccare un paio di amici)
Ricerca
: Google, Wikipedia.
Rss Reader: Google reader
Bookmark: del.icio.us, stumbleupon
Statistiche: Firestat.
Immagini e Video: filckr, sto provando zooomr, youtube (anche se a dir il vero i video li guardo solo attraverso stumblepon)
Musica: per un periodo ho usato last fm, ora non più
Blog: wordpress, stubleupon
Cataloghi: Mi voglio iscrivere aNobii (questioni di tempo..)

Il genere

Trovata mentre leggevo la cultura dell’educazione, si riferiva in particolare ai generi letterari.