Published September 27th, 2008
in Learning object.
Non credo nella riusabilità dei Learning Object. Non almeno nella sua accezione più informatica, la stessa che ha coniato il termine Learning Object, rendendo l’apprendimento un parente stretto della programmazione ad oggetti. Del resto, basta leggere qualche documento pubblicato da ADL, o prendere in considerazione il formato SCORM 2004, per accorgersi che la promessa di fare e disfare corsi con qualche semplice clic, sia del tutto irrealizzabile, sogno da lasciare nel cassetto.
Eppure, lasciando stare accezzioni più estreme, la riusabilità qualche beneficio l’ha portato, anche in modi trasversali e inaspettati: in questo post Clive Shepard ne cita alcuni, riferendosi in modo particolare allo “spezzatamento” dei contenuti.
Published September 22nd, 2008
in LTE and altro.
Commentare un blog con il quale si è in disaccordo è ritenuto persino insensato; ma se per esempio non siete d’accordo con Ito, è molto più sicuro postare le osservazioni sul vostro blog – “ti ho bloggato” – ma la possibilità che qualcuno come Ito possa rispondere è prossima allo zero. Ecco il limite dei blog. Molti blog eliminano del tutto la possibilità di rispondere, in particolare i diari delle celebrità e i blog degli amministratori delegati, scritti e gestiti da redattori professionisti.
Giacomo mason riporta il libro Zero comments via http://aggiornamento.splinder.com
Le persone cambiano, mutano interessi, talvolta si dedicano ad altro. Qualche sera fa parlavo con Giuseppe Granieri la cui attivita’ di blogger e’ andata ampiamente riducendosi in questi anni. Nel suo entusiasmo di cui mi diceva per le cose nuove che si possono fare “altrove in rete” io vedo solo segnali positivi, ben diversi dalla descrizione della Caporetto attualmente in corso.
Mantellini e le nicchie
E l’elearning? Twitter? Tutti gli altri strumenti? Chissà…
Published September 16th, 2008
in Didattica, Elearning and LTE.
A me non sembra tanto intelligente:
- far pagare i libri scolastici a chi compra un computer o un cellulare. O attiva una connessione Internet. Perchè non un altro settore ? (tipo le partite di calcio: io non le seguo…)
- pensare di risparmiare pagando i computer invece dei libri di testo
- non accennare nemmeno alle disparità che si potrebbero verificare tra gli studenti (il mio computer si accende dopo 10 minuti, non ho MS Office, mi manca il dizionario di inglese…)
- non accennare nemmeno alla questione didattica (ma lo facciamo solo per risparmiare?)
Ma forse la proposta qualche lato interessante ce l’ha. Magari in questo modo molti insegnanti si accorgono che esistono le Open Education Resources, risorse didattiche gratuite che possono migliorare grazie al lavoro di tutti. Così non comprano più i libri dagli editori.
Chi è causa del proprio mal….
PS
Se dovesse passare la proposta consiglio di iniziare da Wikijunior:World at work, un affascinante viaggio tra i lavoratori del mondo. 
Published September 13th, 2008
in Elearning and LTE.
Non mi sono iscritto a CCK08, perchè onestamente non mi sembrava di avere tempo. Pensavo ad un rientro dalle ferie - brevissime tra l’altro- drammatico. E poi sono anche un pò allergico alle iscrizioni e agli impegni che esse comportano. Mi angustia, l’idea di non poterli rispettare. Comunque, memore del corso precedente - a cui ovviamente non mi ero iscritto - so che anche se non ti iscrivi, qualcosa lo puoi sempre fare, a seconda di impegni ed interessi. Questo un -brevissimo - contributo alla week one.
***
Ho sempre immaginato l’apprendimento come ad una pianta. Più in particolare, come un’edera, che cresce cercando gli appigli attorno a se: più appigli ci sono più la pianta è solida, più può continuare a crescere. Così, leggendo questo post - Does learning Grow or is it build? - non posso fare a meno di piegare verso la prima ipotesi.
Tuttavia, non avevo mai pensato come questa metafora potesse uscire dalla sfera personale - io, il mio apprendimento - e riversarsi all’esterno - le persone che conosco, il mio network -. Improvvisamente mi è più chiaro il isignificato della parola “connectivism”, e inizio ad immaginare quali prospettive potrebbe avere.
If you’re connecting it to existing knowledge, isn’t that sort of like a new branch growing from an existing tree?
Penso: come sono arrivato a tutto questo? Forse ci sono arrivato proprio come ne ha parlato Andreas, passeggiando in mezzo al bosco. Bravo Andreas, un immagine veramente bellissima!
Published September 10th, 2008
in Fun and altro.
S. Agostino, filosofo dell’amore. Questo il titolo - o forse sottotitolo- della trasmissione RadioRai che ho appena finito di ascoltare. Una bella trasmissione, che percorre tutta la vita del santo, descrivendone il pensiero, le opere, i luoghi visitati e le persone incontrate. Una vita agitata, quella di S. Agostino: irrequieto, alla continua ricerca di una verità che giungerà solo tardiva, viaggerà tra l’Africa e l’Italia, prima a Roma e poi a Milano, come insegnante e retore. Solo a Milano arriverà la fine di tante tribolazioni, ascoltando le prediche di S. Ambrogio, che tanto avrebbero ispirato l’animo del filosofo da indicargli la giusta via e spingerlo alla conversione. Il successivo ritorno in Africa, decreterà definitivamente la strada verso la santificazione, diventando vescovo della città di Ippona, città a cui si dedicherà fino alla fine della sua vita.
La trasmissione ha il merito di rendere un ritratto molto “umano”, descrivendone il dramma interiore che agitò il pensiero del filosofo fino alla sua conversione. Ricca di citazioni e brani tratti dalle sue opere, è un’ottima introduzione alla filosofia di S,Agostino o, più semplicemente, un buon modo di passare un pò tempo.
PS
Ma perchè un titolo del genere? Il motivo è semplice: in più occasioni la trasmissione descrive le marachelle compiute dagli studenti del tempo. Lo stesso S. Agostino racconta il pessimo comportamento dei suoi compagni di scuola prima, dei suoi allievi poi. A quanto pare un male senza tempo.
Per scaricare in mp3 le puntate, qui la guida.
Published September 7th, 2008
in Elearning and LTE.
Dopo la prima settimana di riscaldamento, lunedì parte il corso “Connectivism & connective knowledge“. 1400 partecipanti da tutto il mondo, completamente gratuito, diretto da George Siemens e Stephen Downes: nel suo genere, un evento unico ed eccezionale, di sicuro da ricordare. Anche l’Italia sarà presente: una delegazione della community Ltever ci terrà aggiornati sul procedere del corso: buon lavoro ragazzi!
Published September 7th, 2008
in altro.
Internet in Italia è oggi tecnicamente clandestina. Lo sarà fino a quando non scompariranno dalla scena i vari Bonaiuti, Giulietti, Chiti, fino a quando Gabriella Carlucci e Luca Barbareschi non torneranno alle loro rispettabili professioni, fino al momento in cui non cambierà radicalmente la comprensione dello scenario della nuova informazione mediata da Internet che in troppi vogliono adattare a forza ad un mondo vecchio che sta scomparendo. Si tratta di sforzi inutili ma ci vorrà altro tempo per capirlo.
Mantellini, a proposito della condanna inflitta allo storico Carlo Ruta per il sito web Accadeinsicilia (o è una rivista? mah…).
Ah, visto che ci siete segnatevi Giulietti, tanto per ricordarsi chi è alle prossime elezioni…