Archive for August, 2008

E tu quali applicazioni utilizzi?

Dopo l’elenco di Zaidlearn, anche Stephen Downes ha stilato la lista di applicativi che utilizza. O forse sarebbe meglio dire non utilizza, visto che critica la maggior parte delle applicazioni oggi più diffuse. Da Gmail fino a Delicious, con in mezzo Google Reader, Ning e Moodle, nessuno viene risparmiato.

I motivi?

Vari e eterogenei, anche se in linea generale traspare una certa diffidenza nell’affidarsi a servizi terzi, gestiti da aziende i cui interessi potrebbero prima o poi contrastare con quelli dell’utente.

Certo, seguire le idee di Downes è difficile, se non impossibile per la maggior parte degli utenti. E non potrebbe essere altrimenti: lui, i software se li programma da solo. Ma qualche ragione ce l’ha, e personalmente mi vengono i brividi a pensare allo strapotere di google, che controlla molti degli applicativi che utilizzo tutti i giorni.

PS:

Ironico il motivo che giustifica il non utilizzo di Moodle: “Non sono una persona da LMS”

Link:

Cathy Moore e i Learning Object: una video intervista

imageCome migliorare la progettazione dei corsi e-learning. Questo il tema della video intervista di Clive Shepard a Cathy Moore. E i suoi non sono di certo consigli da poco: il blog di Cathy, Making Change, è sicuramente uno dei blog più interessanti che riguardano la progettazione di courseware e Learning Object,una boccata d’aria fresca in un panorama rigido e stantio come quello dell’elearning per le aziende. In modo coinvolgente e originale, Cathy mostra come utilizzare in modo corretto learning object e courseware, indicando diversi principi e regole da rispettare.

Ma quali sono questi principi? Rispetto al blog, la video intervista ha il vantaggio di affrontarli in modo organico e sistematico. Vediamo in sintesi i più importanti.

1. LMS: questo è il problema

Chissà, forse molti storceranno il naso di fronte a questa osservazione. Ma  Cathy risolve la questione con una metafora azzeccata (e divertente):

if you have a hammer everything start looking like a nail

if you have a LMS every solution start looking like should be a course

Già, perchè rispetto al solito corso, spesso è più utile un sito web di supporto, uno spazio nella intranet aziendale, un’email o un workshop.

2. Distinguere le informazioni.

Ci sono informazioni e informazioni: non tutte devono essere inserite all’interno del corso. Meglio limitare il corso alle informazioni essenziali, rendendolo così più efficace. Le altre, possono essere contenute nella intranet aziendale, in modo da poter essere consultate in modo rapido e sicuro, magari all’interno dell’intranet aziendale. Stranamente questa idea è poco gradita a responsabili e committenti.

3. Dare più fiducia agli utenti.

Continuando il punto precedente, spesso, dopo aver inserito tutte le informazioni immaginabili, si blocca la navigazione del corso, così da costringere gli utenti a seguire l’intero corso. Annoiando ancora di più chi apprende. Incisiva l’idea di Cathy:

better learner are smart

Formare del resto, non significa programmare il cervello di chi apprende.

 

Per saperne di più:

Apprendere online

A domanda, risposta: logica semplice e piana che produce questa sequenza di strumenti, con intenti più o meno didattici, sicuramente gratuiti. Molti li conoscete già, magari qualcuno vi manca.

 

101 Free Learning Tools
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Cosa fa un insegnante?

Una risposta forte in tempi deboli. Vale la pena ascoltarla. Pura catarsi.