Non so voi, ma You tube sta diventando sempre di più la mia radio. Questa la mia compilation personale.
Mouse sulla finestra e ci si muove nella playlist. Quali sono le vostre?
Da non perdere:
Elearning, Learning Object, Infodesign
Non so voi, ma You tube sta diventando sempre di più la mia radio. Questa la mia compilation personale.
Mouse sulla finestra e ci si muove nella playlist. Quali sono le vostre?
Da non perdere:
Altre aziende e-learning italiane tentano la strada dei blog: ora anche DMS multimedia ha aperto il suo.
E’ una buona notizia? E’ presto per dirlo. In teoria il blog può essere uno strumento di marketing avanzato, può migliorare la comunicazione dell’azienda e renderla “trasparente”. Ma più di tutto contano le intenzioni: i blog sono di più di un semplice archivio di news. Per risultare efficaci ( = letti e apprezzati) devono raccontare qualcosa, offrire un punto di vista personale, senza troppe patinature e pubblicità. Altrimenti si ripete sempre lo stesso copione : prima abbandonato dai lettori, poi dall’autore, il blog finisce rapidamente in soffita. Con buona pace di ogni tentativo di innovazione.
PS
Esempi positivi? Elearnit sta portando avanti un ottimo blog, raccontando esperienze professionali e riflessioni personali.
Ora mi è più chiaro perchè sto leggendo uno dietro l’altro i libri di philip dick.
via | jbl
Scade il 3 giugno il nuovo bando per ProgettoTrio. Se avete messo da parte XXX.XXX euro, forse potreste farci un pensiero (è solo la caparra). In prospettiva però potreste contare su una commessa da X.XXX.XXX euro. Insomma, tanti soldi. Buona parte destinati alla produzione di contenuti didattici digitali. Learning Object, secondo il modello tradizionale e canonico.
Ma tentare qualcosa di più rischioso non si poteva? Insomma negli ultimi anni sono nati e cresciuti nuovi modelli di formazione a distanza (blog wiki Youtube OER e via dicendo). Perchè non si è provato a prendere spunto da altre esperienze internazionali (OpenLearn, Connexions ect.) o nazionali (SLOOP)? Perchè non si è cercato di seguire un modello più aperto e sociale, invece di chiudere tutto dentro ad una piattaforma (tra l’altro proprietaria: SABA).
Non ho una buona opinione sui prodotti di progettoTRIO: a livello tecnico la qualità e molto bassa, a livello pedagogico mi sembrano poco efficaci e discretamente noiosi. Capisco che questo in parte sia legato a requisiti tecnici e teorici da rispettare, ma penso che, se si vuole ottenere qualità nella formazione, bisogna tentare di cambiare modello.
Forse sono eccessivamente negativo, e sicuramente progetto TRIO ha molti lati positivi. Rimangono soldi pubblici, spesi in tempi difficili.
Qui il bando:
Chi non ha visto 2001? Chi può dire di averne capito a fondo tutti i significati?
Rimane solo un mistero: è un Learning Object?
Nel web capita di incontrare pagine che fanno veramente paura. E’ il caso di Instructional Design Models, dove non finisci di scorrerla che già stai pensando di chiudere tutto. Ed è quello che ho fatto per parecchio tempo. Ma è solo una questione di obiettivi: in quest’ultimo caso erano particolarmente concreti, e qui ho trovato delle informazioni veramente utili.
State cercando una buona spiegazione del modello ADDIE? Una spiegazione che lo inquadri a livello teorico, raccogliendo i vari pro e contro del modello e lo confronti con altri modelli?
Questo è veramente un ottimo documento:
What is Instructional Design Theory?
Per me è stato una svolta: mi ha fatto capire bene il legame tra modello di progettazione didattica e teoria dell’apprendimento sottostante. Già perchè anche se il modello è generale ed operativo, anche se si limita a scandire le diverse fasi dell’intervento formativo (analisi, progettazione, produzione etc.), pure così è strettamente connnesso ad una teoria dell’apprendimento. Anche solo implicitamente.
Un professore, davanti alla sua classe di filosofia, senza dire parola, prende un barattolo grande di maionese (vuoto), e procede a riempirlo con delle palle da golf. Dopo chiede agli studenti se il barattolo è pieno. Gli studenti sono d’accordo e dicono di si.
Scopro che:
Luciano Canfora è un narratore eccezionale e appassionante. Questo già lo sapevo, l’avevo ascoltato in 19 agosto 43 a.C.: Ottaviano e la prima ‘marcia su Roma’
Che è tempo vitale, e non virtuale, esattamente come quello che una prospettiva erroneamente naturalista (e ingenuamente binaria) mette in opposizione con la real life.
Niente, ho una totale sintonia con Adriano. Senza contare quella dose di simpatia che ogni tanto affiora mentro leggo il suo blog. Stavolta il tema è duplice: il governo tedesco (che chiede di promuovere tutti gli studenti per risparmiare) e la dichiarazione dei redditi on line. Trovarci il legame non è semplice, ma Adriano ci riesce sempre
Promuovere tutti: condivido in pieno il pensiero di fondo: una scuola che promuove tutti, perde di vista le proprie finalità sociali, togliendo alle persone la possibilità di crescere oltre la propria condizione (economica e umana). Ma qual’è la causa? Non penso che sia solo un problema di modelli ( Adriano cita il modello scuola-azienda). Piuttosto tendo a pensare che le finalità si perdono perchè inutilizzate e perciò inutili. Ma forse è un pensiero troppo deterministico ( e apocalittico). Chissà….
il post di Adriano Economia, conoscenza e fidanzati/e
Questione Tasse on line: la stampa italiana ci ha marciato sopra senza spiegare nulla. Di nuovo. Questo post vale molto più di quella decina di articoli letti in questi giorni. Ed ha pure un titolo carino: Viscosità nell’accesso al dato. Insomma, mafia e criminali è dal 1973 che possono informarsi legalmente: se dovevano rapire qualcuno lo hanno già fatto.