<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	>
<channel>
	<title>Comments on: Perch&#232; i centri di formazione non fanno Elearning</title>
	<atom:link href="http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/04/04/perch-i-centri-di-formazione-non-fanno-elearning/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/04/04/perch-i-centri-di-formazione-non-fanno-elearning/</link>
	<description>Elearning, Learning Object, Infodesign</description>
	<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 20:56:20 +0000</pubDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.5</generator>
		<item>
		<title>By: Lorenz</title>
		<link>http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/04/04/perch-i-centri-di-formazione-non-fanno-elearning/#comment-5389</link>
		<dc:creator>Lorenz</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 20:51:08 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/04/04/perch-i-centri-di-formazione-non-fanno-elearning/#comment-5389</guid>
		<description>Ciao Alberto e Max

Da qualche settimana sto leggendo il vostro blog, e aspettavo giusto l'occasione di conoscervi: questa discussione mi sembra ottima.

Sono d'accordo con voi: processi didattici, non tecnologie. Del resto, la distinzione che avevo indicato  - le 2 tipologie di elearning - è una distinzione basata su strategie didattiche differenti. Gli obiettivi didattici - introdurre un argomento, descrivere un prodotto, sviluppare delle competenze complesse - giustificano quale delle due adottare.

Per tornare invece alla vostra esperienza, trovo significativo che un centro di formazione non sia riuscito ad integrare i Learning Object nella propria progettazione didattica. Il sospetto è che non sia stato un caso isolato e che questa carenza sia strutturale: i Learning  Object si integrano male con altre attività didattiche, per diversi motivi. Pensate ad un testo, un documento word, qualcosa di simile: costruire un'attività didattica in presenza -con le competenze adeguate - non è complesso. Fare lo stesso con un Learning Object diventerebbe pressochè impossibile: orientarsi tra le pagine, cercare il testo, è molto più stressante e noioso. 

Avere un catalogo enorme poi, è discretamente inutile: perchè in genere  le aziende preferiscono avere un Learning Object costruito su misura, ritagliato sui contenuti desiderati, in grado di rispondere ad esigenze specifiche: questo corso, questa azienda, questo contenuto. Già la prossima volta -stessa azienda, stesso corso- potrebbe essere necessario costruirne uno di nuovo, piuttosto che modificare quello esistente. &lt;a href= "http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2007/11/24/learning-object-e-riutilizzo/ " rel="nofollow"&gt; Qui spiego il perchè &lt;/a&gt;

La mia impressione è che se un centro di formazione dovesse fare elearning, converebbe adottare il secondo modello: quei processi possono essere meglio integrati con delle attività didattiche in presenza. Rimane il problema di fondo, cioè la tendenza a gestire internamente le attività didattiche. Ma ripeto, qui non ho molta esperienza: di certo la collaborazione non è proprio semplice in un contesto aziendale....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Alberto e Max</p>
<p>Da qualche settimana sto leggendo il vostro blog, e aspettavo giusto l&#8217;occasione di conoscervi: questa discussione mi sembra ottima.</p>
<p>Sono d&#8217;accordo con voi: processi didattici, non tecnologie. Del resto, la distinzione che avevo indicato  - le 2 tipologie di elearning - è una distinzione basata su strategie didattiche differenti. Gli obiettivi didattici - introdurre un argomento, descrivere un prodotto, sviluppare delle competenze complesse - giustificano quale delle due adottare.</p>
<p>Per tornare invece alla vostra esperienza, trovo significativo che un centro di formazione non sia riuscito ad integrare i Learning Object nella propria progettazione didattica. Il sospetto è che non sia stato un caso isolato e che questa carenza sia strutturale: i Learning  Object si integrano male con altre attività didattiche, per diversi motivi. Pensate ad un testo, un documento word, qualcosa di simile: costruire un&#8217;attività didattica in presenza -con le competenze adeguate - non è complesso. Fare lo stesso con un Learning Object diventerebbe pressochè impossibile: orientarsi tra le pagine, cercare il testo, è molto più stressante e noioso. </p>
<p>Avere un catalogo enorme poi, è discretamente inutile: perchè in genere  le aziende preferiscono avere un Learning Object costruito su misura, ritagliato sui contenuti desiderati, in grado di rispondere ad esigenze specifiche: questo corso, questa azienda, questo contenuto. Già la prossima volta -stessa azienda, stesso corso- potrebbe essere necessario costruirne uno di nuovo, piuttosto che modificare quello esistente. <a href= "http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2007/11/24/learning-object-e-riutilizzo/ " rel="nofollow"> Qui spiego il perchè </a></p>
<p>La mia impressione è che se un centro di formazione dovesse fare elearning, converebbe adottare il secondo modello: quei processi possono essere meglio integrati con delle attività didattiche in presenza. Rimane il problema di fondo, cioè la tendenza a gestire internamente le attività didattiche. Ma ripeto, qui non ho molta esperienza: di certo la collaborazione non è proprio semplice in un contesto aziendale&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Max</title>
		<link>http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/04/04/perch-i-centri-di-formazione-non-fanno-elearning/#comment-5379</link>
		<dc:creator>Max</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 09:06:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/04/04/perch-i-centri-di-formazione-non-fanno-elearning/#comment-5379</guid>
		<description>Anch'io lavoravo assieme ad Alberto: in quel caso, l'ente di formazione aveva sì comprato i corsi ma poi non era stato in grado di integrarli all'interno della sua progettazione didattica, per questo poi li ha abbandonati. Infatti, come dice Alberto, la questione è integrare le tecnologie nei processi. 
Sul fatto che esistano produttori di LO che sono una roba diversa da chi si occupa di collaborative e-learning, la cosa è vera ma dovrebbe essere compito degli utenti finali (al limite aiutati dai consulenti...) mettere insieme le 2 cose in un processo didattico coerente. 
Quello che noto adesso (sto facendo opera di evangelizzazione e sto contattando tutti gli enti di formazione della nostra zona, Modena) è: 
- molti si sono scottati con progetti mal progettati e non flessibili, per cui per molti la "FAD" è una parolaccia; 
- hanno paura di essere "sostituiti": paura irrazionale, visto che nessun sistema può sostituire in toto l'esperienza d'aula
- non ci vedono un business
- hanno già abbastanza lavoro così: vero che il FSE è calato, ma ci sono i fondi interprofessionali per cui dicono "chi me lo fa fare"
- spesso, non hanno personale o dirigenti in grado di capirne le implicazioni
ecc. ecc.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Anch&#8217;io lavoravo assieme ad Alberto: in quel caso, l&#8217;ente di formazione aveva sì comprato i corsi ma poi non era stato in grado di integrarli all&#8217;interno della sua progettazione didattica, per questo poi li ha abbandonati. Infatti, come dice Alberto, la questione è integrare le tecnologie nei processi.<br />
Sul fatto che esistano produttori di LO che sono una roba diversa da chi si occupa di collaborative e-learning, la cosa è vera ma dovrebbe essere compito degli utenti finali (al limite aiutati dai consulenti&#8230;) mettere insieme le 2 cose in un processo didattico coerente.<br />
Quello che noto adesso (sto facendo opera di evangelizzazione e sto contattando tutti gli enti di formazione della nostra zona, Modena) è:<br />
- molti si sono scottati con progetti mal progettati e non flessibili, per cui per molti la &#8220;FAD&#8221; è una parolaccia;<br />
- hanno paura di essere &#8220;sostituiti&#8221;: paura irrazionale, visto che nessun sistema può sostituire in toto l&#8217;esperienza d&#8217;aula<br />
- non ci vedono un business<br />
- hanno già abbastanza lavoro così: vero che il FSE è calato, ma ci sono i fondi interprofessionali per cui dicono &#8220;chi me lo fa fare&#8221;<br />
- spesso, non hanno personale o dirigenti in grado di capirne le implicazioni<br />
ecc. ecc.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Alberto Pastorelli</title>
		<link>http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/04/04/perch-i-centri-di-formazione-non-fanno-elearning/#comment-5378</link>
		<dc:creator>Alberto Pastorelli</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 08:10:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/04/04/perch-i-centri-di-formazione-non-fanno-elearning/#comment-5378</guid>
		<description>A dire la verità per alcuni anni mi sono occupato di elearning proprio in un ente di formazione che ha investito molto sia in LMS che in un catalogo enorme di corsi online, quindi non è esatto che un ente di formazione non compra. 
I manuali di cucina che trovi in libreria li hanno pubblicati delle case editrici, ma li hanno stampati delle tipografie, li hanno scritti degli scrittori, e li stanno vendendo delle librerie: direi che di passaggi intermedi ce ne sono diversi! 
Il punto vero è che l'elearning non è fatto di Learning Object, LMS, Forum, chat, aula virtuale... non è fatto di tecnologie ma di processi che impiegano queste tecnologie per fini didattici.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A dire la verità per alcuni anni mi sono occupato di elearning proprio in un ente di formazione che ha investito molto sia in LMS che in un catalogo enorme di corsi online, quindi non è esatto che un ente di formazione non compra.<br />
I manuali di cucina che trovi in libreria li hanno pubblicati delle case editrici, ma li hanno stampati delle tipografie, li hanno scritti degli scrittori, e li stanno vendendo delle librerie: direi che di passaggi intermedi ce ne sono diversi!<br />
Il punto vero è che l&#8217;elearning non è fatto di Learning Object, LMS, Forum, chat, aula virtuale&#8230; non è fatto di tecnologie ma di processi che impiegano queste tecnologie per fini didattici.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
