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	<title>Comments on: Editoria didattica e Learning object</title>
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	<description>Elearning, Learning Object, Infodesign</description>
	<pubDate>Sat, 07 Nov 2009 21:20:40 +0000</pubDate>
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		<title>By: Lorenz</title>
		<link>http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/01/22/editoria-didattica-e-learning-object/#comment-2647</link>
		<dc:creator>Lorenz</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 23:09:31 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie a tutti per i commenti! 

La comunità orientamenti e disorientamenti, mi sta dando un sacco di spunti: oltre alla discussione sui LO, quella aperta da Adriano, su etica e formatori, m'ha dato molto da pensare, nonostante il mio intervento fosse stato discretamente marginale. Effettivamente ha azzeccato il tema, inquadrando una contraddizione che mi riguarda in buona misura. Finito il preambolo, provo a a dare qualche risposta:


@Paola. Le tue domande sono un'ottima base per inziare una nuova discussione. Ne aggiungerei un'altra: in quale contesto? In ambito aziendale, i LO permettono di "formare" centinaia di persone ad un costo relativamente contenuto. Questo è un ottimo motivo per impiegarli. Quali contenuti sono utilizzati? Generalmente le aziende non si aspettano "miracoli" dai LO, e difficilmente utilizzeranno questo strumento per offrire competenze strategiche, o almeno non impiegheranno solo questo strumento. I LO sono utilizzati per offrire e strutturare informazioni , per raccontare "storie",  casi di studio, offrendo un maggiore impatto rispetto ad un semplice testo. Infine i LO sono molto utili per spiegare le procedure software, una richiesta molto diffusa tra le aziende. Rimane il fatto che il numero di informazioni che possono essere trattate, è limitato per forza di cose: meglio creare un LO introduttivo e rimandare un PDF o a risorse esterne. Questi aspetti non sono sempre chiari ai clienti, e per ovvi motivi, non sempre possono essere chiariti -soprattutto quando il cliente stesso non pensa sia necessario...-

In altri contesti le regole cambiano, e il modello utilizzato in azienda non funziona, ma soprattutto non ha alcun senso. Bisogna trovare nuovi modelli, magari in grado di accompagnare altre attività on line, che sicuramente sono più efficaci...

@Gianni: Il titolo che hai tirato fuori mi interessa parecchio: non l'ho affrontato perchè non so se ho tutte le competenze per svilupparlo in modo adeguato. Stavo aspettando un segnale di Lisa, che, da quel che ho potuto capire, lavora nel settore elearning all'interno di un'azienda e può visualizzare meglio l'impatto dei LO all'interno di un percorso formativo. Io lavoro in un'azienda che produce contenuti elearning, ho minore visibilità su questi aspetti, e mi concentro di più su come "trattare" i contenuti -tanto per rimanere in linea con  quello che dice Adriano no?-.  

Come detto qualche riga sopra, sarebbe interessante analizzare quali risorse si prestano meglio ad accompagnare le attività on line,  collaborative o meno: qui penso sempre alla Open university (sono noioso lo so...)

@Daniela: Perfettamente d'accordo. Volevo solo marcare meglio la differenza tra l'uno e l'altro, limitando la frase a due righe.  Per inciso: il tuo commento potrebbe continuare trattando gli "stili di apprendimento", che ne pensi?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a tutti per i commenti! </p>
<p>La comunità orientamenti e disorientamenti, mi sta dando un sacco di spunti: oltre alla discussione sui LO, quella aperta da Adriano, su etica e formatori, m&#8217;ha dato molto da pensare, nonostante il mio intervento fosse stato discretamente marginale. Effettivamente ha azzeccato il tema, inquadrando una contraddizione che mi riguarda in buona misura. Finito il preambolo, provo a a dare qualche risposta:</p>
<p>@Paola. Le tue domande sono un&#8217;ottima base per inziare una nuova discussione. Ne aggiungerei un&#8217;altra: in quale contesto? In ambito aziendale, i LO permettono di &#8220;formare&#8221; centinaia di persone ad un costo relativamente contenuto. Questo è un ottimo motivo per impiegarli. Quali contenuti sono utilizzati? Generalmente le aziende non si aspettano &#8220;miracoli&#8221; dai LO, e difficilmente utilizzeranno questo strumento per offrire competenze strategiche, o almeno non impiegheranno solo questo strumento. I LO sono utilizzati per offrire e strutturare informazioni , per raccontare &#8220;storie&#8221;,  casi di studio, offrendo un maggiore impatto rispetto ad un semplice testo. Infine i LO sono molto utili per spiegare le procedure software, una richiesta molto diffusa tra le aziende. Rimane il fatto che il numero di informazioni che possono essere trattate, è limitato per forza di cose: meglio creare un LO introduttivo e rimandare un PDF o a risorse esterne. Questi aspetti non sono sempre chiari ai clienti, e per ovvi motivi, non sempre possono essere chiariti -soprattutto quando il cliente stesso non pensa sia necessario&#8230;-</p>
<p>In altri contesti le regole cambiano, e il modello utilizzato in azienda non funziona, ma soprattutto non ha alcun senso. Bisogna trovare nuovi modelli, magari in grado di accompagnare altre attività on line, che sicuramente sono più efficaci&#8230;</p>
<p>@Gianni: Il titolo che hai tirato fuori mi interessa parecchio: non l&#8217;ho affrontato perchè non so se ho tutte le competenze per svilupparlo in modo adeguato. Stavo aspettando un segnale di Lisa, che, da quel che ho potuto capire, lavora nel settore elearning all&#8217;interno di un&#8217;azienda e può visualizzare meglio l&#8217;impatto dei LO all&#8217;interno di un percorso formativo. Io lavoro in un&#8217;azienda che produce contenuti elearning, ho minore visibilità su questi aspetti, e mi concentro di più su come &#8220;trattare&#8221; i contenuti -tanto per rimanere in linea con  quello che dice Adriano no?-.  </p>
<p>Come detto qualche riga sopra, sarebbe interessante analizzare quali risorse si prestano meglio ad accompagnare le attività on line,  collaborative o meno: qui penso sempre alla Open university (sono noioso lo so&#8230;)</p>
<p>@Daniela: Perfettamente d&#8217;accordo. Volevo solo marcare meglio la differenza tra l&#8217;uno e l&#8217;altro, limitando la frase a due righe.  Per inciso: il tuo commento potrebbe continuare trattando gli &#8220;stili di apprendimento&#8221;, che ne pensi?</p>
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	<item>
		<title>By: Daniela Callegari</title>
		<link>http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/01/22/editoria-didattica-e-learning-object/#comment-2613</link>
		<dc:creator>Daniela Callegari</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 08:19:42 +0000</pubDate>
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		<description>Non sono molto d'accordo con questa affermazione 
"I learning object non garantiscono l’apprendimento: solo le attività didattiche possono offrire questa garanzia. "
Nessuna attività didattica può offrire la garanzia dell'apprendimento. L'apprendimento, anche se nasce sempre dall'interazione con le risorse materiali(anche digitale)) e con gli altri, è un fatto per certi versi estremamente individuale, e in quanto tale, riguarda l'interazione con se stessi, altrimenti non si capirebbe perchè, nello stesso contesto, alcuni imparano di più e alcuni imparano di meno.Il fatto comunque che il Learning object, inteso come materiale digitale non riesca da solo a creare un contesto,  in quanto gli manca l'interazione del se' con gli altri, lo rende limitato, come limitati  lo sono comunque contesti di apprendimento dove mancano le risorse materiali e digitali. Non è detto poi che nella limitazione non si posssano trovare le eccellenze: Un buon "sè" riuscirà a ricavare il meglio dall'interazione con il Learning object, come sarà capace di farlo  un buon "altri" inteso come un valido insegnante o una buon clima interattivo in classe.
Ciao a tutti
Daniela</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono molto d&#8217;accordo con questa affermazione<br />
&#8220;I learning object non garantiscono l’apprendimento: solo le attività didattiche possono offrire questa garanzia. &#8221;<br />
Nessuna attività didattica può offrire la garanzia dell&#8217;apprendimento. L&#8217;apprendimento, anche se nasce sempre dall&#8217;interazione con le risorse materiali(anche digitale)) e con gli altri, è un fatto per certi versi estremamente individuale, e in quanto tale, riguarda l&#8217;interazione con se stessi, altrimenti non si capirebbe perchè, nello stesso contesto, alcuni imparano di più e alcuni imparano di meno.Il fatto comunque che il Learning object, inteso come materiale digitale non riesca da solo a creare un contesto,  in quanto gli manca l&#8217;interazione del se&#8217; con gli altri, lo rende limitato, come limitati  lo sono comunque contesti di apprendimento dove mancano le risorse materiali e digitali. Non è detto poi che nella limitazione non si posssano trovare le eccellenze: Un buon &#8220;sè&#8221; riuscirà a ricavare il meglio dall&#8217;interazione con il Learning object, come sarà capace di farlo  un buon &#8220;altri&#8221; inteso come un valido insegnante o una buon clima interattivo in classe.<br />
Ciao a tutti<br />
Daniela</p>
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	<item>
		<title>By: Gianni Marconato</title>
		<link>http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/01/22/editoria-didattica-e-learning-object/#comment-2611</link>
		<dc:creator>Gianni Marconato</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 08:00:19 +0000</pubDate>
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		<description>Lorenz:
Ottima e condivisibilissima sintesi. Con questo approccio, il mio animo si sente in pace anche con il Lo.
Rinnovo l'invito: perchè non rilanci con una nuova discussione dal titolo citato?
Paola
bella l'espressione "le risorse sono risorse". Ma pensi che tutti se ne ricordino sempre? Ecco la sensatezza delle tue domande</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Lorenz:<br />
Ottima e condivisibilissima sintesi. Con questo approccio, il mio animo si sente in pace anche con il Lo.<br />
Rinnovo l&#8217;invito: perchè non rilanci con una nuova discussione dal titolo citato?<br />
Paola<br />
bella l&#8217;espressione &#8220;le risorse sono risorse&#8221;. Ma pensi che tutti se ne ricordino sempre? Ecco la sensatezza delle tue domande</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Paola Limone</title>
		<link>http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/01/22/editoria-didattica-e-learning-object/#comment-2586</link>
		<dc:creator>Paola Limone</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 21:24:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2008/01/22/editoria-didattica-e-learning-object/#comment-2586</guid>
		<description>"Qual’è il miglior utilizzo per le risorse didattiche digitale in un corso online?"

Questa domanda non può trovare risposta se prima non ci si chiede:
.per chi?
.per quanto tempo?
.per quali obiettivi?
.con quali concetti da presentare?
.tutti avranno un uguale livello di partenza?

le risorse sono risorse, si devono adeguare ai nostri bisogni, noi abbiamo il diritto/dovere di sapere quelle che ci vengono messe a disposizione e di scegliere in base alle risposte che daremo a queste domande.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Qual’è il miglior utilizzo per le risorse didattiche digitale in un corso online?&#8221;</p>
<p>Questa domanda non può trovare risposta se prima non ci si chiede:<br />
.per chi?<br />
.per quanto tempo?<br />
.per quali obiettivi?<br />
.con quali concetti da presentare?<br />
.tutti avranno un uguale livello di partenza?</p>
<p>le risorse sono risorse, si devono adeguare ai nostri bisogni, noi abbiamo il diritto/dovere di sapere quelle che ci vengono messe a disposizione e di scegliere in base alle risposte che daremo a queste domande.</p>
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