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	<title>Comments on: Onest&#224; personale?</title>
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	<description>Elearning, Learning Object, Infodesign</description>
	<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 21:24:24 +0000</pubDate>
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		<title>By: P*anda</title>
		<link>http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2007/09/27/onesta-personale/#comment-296</link>
		<dc:creator>P*anda</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 21:35:39 +0000</pubDate>
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		<description>Quanti dubbi leciti. La blogsfera certo é un mondo strambo, che va un po' aldilá dello strano, perché le declinazioni in cui questa si srotola possono avere molti colori e forme, pure mostruose, e questo é l'aspetto piú affascinante. Certo puó rivelarsi sterile e impaludante, eccessivamente centrata sul proprio ego, personale/individualista, statica, una vetrina dietro uno schermo. Ma é potenzialmente libera, dipende poi da quanto ci si lascia coinvolgere o irretire o entusiasmare. 

La questione dei ruoli vale in generale, dentro e fuori, e le tue ultime considerazioni sono uno stimolo alla riflessione. Ma nella blogsfera ruoli-nonruoli...é una faccenda ben piú complessa, certo, il mezzo media, il mezzo impedisce il riscontro prossemico e tutte le sue variabili che di solito aiutano a conoscere l'altro. Viva la prudenza, ma anche l'euforia per le magnifiche sorti progressive.

E´che i ruoli ognuno un po' se li sceglie, o no? Nessuno impone totalmente se non tu stesso, e la blogsfera per fortuna é soltanto uno spazio, uno dei contesti in cui esprimersi e sperimentarsi. E i ruoli appunto si recitano o assumono sia dentro che fuori. Quale il ruolo che si soffre di piú? Perchè? Si possono abbandonare i ruoli? Io credo di sí. E´ lecito lasciarsi entusiasmare e poi avere dubbi o bisogna essere granitici a 360 gradi, come é possibile? La vita va su e giú. Dentro e fuori. O forse non ho capito il (tuo) punto e sto solo delirando. *__*</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti dubbi leciti. La blogsfera certo é un mondo strambo, che va un po&#8217; aldilá dello strano, perché le declinazioni in cui questa si srotola possono avere molti colori e forme, pure mostruose, e questo é l&#8217;aspetto piú affascinante. Certo puó rivelarsi sterile e impaludante, eccessivamente centrata sul proprio ego, personale/individualista, statica, una vetrina dietro uno schermo. Ma é potenzialmente libera, dipende poi da quanto ci si lascia coinvolgere o irretire o entusiasmare. </p>
<p>La questione dei ruoli vale in generale, dentro e fuori, e le tue ultime considerazioni sono uno stimolo alla riflessione. Ma nella blogsfera ruoli-nonruoli&#8230;é una faccenda ben piú complessa, certo, il mezzo media, il mezzo impedisce il riscontro prossemico e tutte le sue variabili che di solito aiutano a conoscere l&#8217;altro. Viva la prudenza, ma anche l&#8217;euforia per le magnifiche sorti progressive.</p>
<p>E´che i ruoli ognuno un po&#8217; se li sceglie, o no? Nessuno impone totalmente se non tu stesso, e la blogsfera per fortuna é soltanto uno spazio, uno dei contesti in cui esprimersi e sperimentarsi. E i ruoli appunto si recitano o assumono sia dentro che fuori. Quale il ruolo che si soffre di piú? Perchè? Si possono abbandonare i ruoli? Io credo di sí. E´ lecito lasciarsi entusiasmare e poi avere dubbi o bisogna essere granitici a 360 gradi, come é possibile? La vita va su e giú. Dentro e fuori. O forse non ho capito il (tuo) punto e sto solo delirando. *__*</p>
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		<title>By: zneerol</title>
		<link>http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2007/09/27/onesta-personale/#comment-273</link>
		<dc:creator>zneerol</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Sep 2007 22:54:49 +0000</pubDate>
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		<description>Possibile e reale: sottovaluto le dinamiche della rete, dimenticando quanto sono io stesso a condizionar-le/mi.

Ma è una metà: l'altra, riguarda una mia sensazione di fondo: la tendenza -mi sembra diffusa- a recitare una parte (tra l'altro per molti la stessa) e non a mostrarsi come si è. Non è un problema di condividere ideali, ma di esprimere le proprie idee senza troppe ipocrisie... di essere un po piu sinceri e critici verso se stessi, senza dover sciorinare per l'ennesima volta la lezione che conoscono tutti ... bah, forse mi faccio prendere la mano giusto da un paio di commenti che ho letto ultimamente...
Grazie Anto per il commento!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Possibile e reale: sottovaluto le dinamiche della rete, dimenticando quanto sono io stesso a condizionar-le/mi.</p>
<p>Ma è una metà: l&#8217;altra, riguarda una mia sensazione di fondo: la tendenza -mi sembra diffusa- a recitare una parte (tra l&#8217;altro per molti la stessa) e non a mostrarsi come si è. Non è un problema di condividere ideali, ma di esprimere le proprie idee senza troppe ipocrisie&#8230; di essere un po piu sinceri e critici verso se stessi, senza dover sciorinare per l&#8217;ennesima volta la lezione che conoscono tutti &#8230; bah, forse mi faccio prendere la mano giusto da un paio di commenti che ho letto ultimamente&#8230;<br />
Grazie Anto per il commento!</p>
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		<title>By: Anto</title>
		<link>http://lorenz77.altervista.org/wordpress/2007/09/27/onesta-personale/#comment-263</link>
		<dc:creator>Anto</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Sep 2007 23:13:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://lorenz77.altervista.org/wordpress/?p=126#comment-263</guid>
		<description>Ti riferisci ad un certo buonismo che sembra imperversare? Tutti quei bei commenti del tipo "sono d'accordo", "che bravo che sei" ecc. ecc.?
Sembra strano, vero?
Eppure forse c'è una spiegazione: ad esempio selezionando le cose da leggere probabilmente si finisce per scegliere solo quelli che la pensano come noi, con i quali ci sarà un'altra probabilità di accordo.
Forse gli altri non li leggiamo o se li leggiamo una volta, invece di metterci a commentare con ferocia, semplicemente li dimentichiamo...
Possibile che sia (anche) così?

p.s.: chi lo dice che non si può "predicare sempre verso un futuro splendido e collaborativo"??? Chi ce lo impedisce?
:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ti riferisci ad un certo buonismo che sembra imperversare? Tutti quei bei commenti del tipo &#8220;sono d&#8217;accordo&#8221;, &#8220;che bravo che sei&#8221; ecc. ecc.?<br />
Sembra strano, vero?<br />
Eppure forse c&#8217;è una spiegazione: ad esempio selezionando le cose da leggere probabilmente si finisce per scegliere solo quelli che la pensano come noi, con i quali ci sarà un&#8217;altra probabilità di accordo.<br />
Forse gli altri non li leggiamo o se li leggiamo una volta, invece di metterci a commentare con ferocia, semplicemente li dimentichiamo&#8230;<br />
Possibile che sia (anche) così?</p>
<p>p.s.: chi lo dice che non si può &#8220;predicare sempre verso un futuro splendido e collaborativo&#8221;??? Chi ce lo impedisce? <img src='http://lorenz77.altervista.org/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /></p>
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