Comperendere un fatto, il modello teorico che lo giustifica, la sua struttura: raramente ci si arriva a livello razionale. Piuttosto è un’immagine, una metafora, un’invenzione creativa, quella che produce la spinta inziale per la comprensione. Su questa spinta saranno poi i processi razionali ad indagare ed esplorare i limiti e la validità di questa prima "illuminazione". Immagino che questa opinione rientri tra quelle personali, che vari secondo il modo di pensare di ognuno: chissà.
Tempo fa utilizzavo un software per creare le mappe concettuali. Non ne potevo fare a meno: qualunque argomento studiassi ero già lì a creare la mappa concettuale, a inserire concetti, cercare relazioni, organizzare strutture. Anche se la materia non si prestava, pure andavo avanti, avventurandomi in schemi sbilenchi e contorti, che s’intrecciavano gli occhi a seguirne le linee. Tant’è.
Ci perdevo parecchio tempo, e ben presto dovetti fare i conti: ne valeva la pena? Quanto imparavo in confronto al tempo che utilizzavo? A cosa serviva tutto questo schematizzare?
Pure a me piaceva, ma a conti fatti, gli schemi servivano a ben poco: erano una sintesi poco efficace, vuoi perchè troppo sintetici e le informazioni s’erano perse per strada, vuoi perchè troppo complicati, e allora era un bel lavoro decifrarli. E poi era più il piacere di farli, che quello di riguardali: preferivo iniziarne uno nuovo, che modificare quello vecchio. Rimaneva il fatto: a cosa servivano?
Di spiegazioni sulle mappe concettuali c’è una bella letteratura: a leggerla c’è di che entusiasmarsi, descrittori, legami logici, strutture teoriche, preconoscenze. Eppure non mi bastavano: quella che cercavo era una spiegazione più personale, che rispondesse ai miei dubbi.
Non la trovai per vie razionali: passò altro tempo finchè mi venne un’idea che aveva ben poco a che fare con le mappe concettuali. C’entravano piuttosto le eliche e le forze fisiche che permettono aerei di volare. Questa era l’idea:
Me la dimenticai rapidamente; mi tornò in mente leggendo questo post.