Archive for September, 2007

Onestà personale?

La blogsfera è strana. Momenti di autentica euforia si alternano a fasi di sospetto dubbio. Chi sono gli altri? Perchè questi ruoli? Perchè tutte le voci all’unisono?

Non si può essere sempre i cavalieri bianchi della rete. Non si può predicare sempre verso un futuro splendido e collaborativo.

Si nascondono, dietro una bella facciata lucida e razionale le proprie ombre.Ma il problema non si riduce ad una semplice questione personale.

Cancellare determinati ruoli dal nostro modo di relazionarci, impaluda la conversazione con gli altri, la rende sterile e molto noiosoa. Non fa emergere i problemi e, peggio, impedisce di affrontarli. Ci perdono tutti.

Bisognerebbe essere più critici. Non solo con se stessi ma anche con i ruoli che si stanno interpretando: voglio questo ruolo? mi rispecchia questo ruolo? E forse un mio diritto universale, questo ruolo? Ci sto guadagnando qualcosa?
Mah… sarà solo una fase..

RSS, educazione e stile

Come trasformare un ppt in un learning object: la presentazione di alexander hayes, ci riesce benissimo, seguendo il principio "mostrare, non raccontare!".  Convincente e accattivante, semplice e chiara: soprattutto realizzata con uno strumento "povero", senza animazioni ed effetti, eppure in grado di "coinvolgere" l’utente. Ah, il tema della presentazione: come smollare gli LMS ed utilizzare gli strumenti 2.0 nella didattica. Più che una spiegazione, una dimostrazione!

L’apprendimento come attrito

Comperendere un fatto, il modello teorico che lo giustifica, la sua struttura: raramente ci si arriva a livello razionale. Piuttosto è un’immagine, una metafora, un’invenzione creativa, quella che produce la spinta inziale per la comprensione. Su questa spinta saranno poi i processi razionali ad indagare ed esplorare i limiti e la validità di questa prima "illuminazione". Immagino che questa opinione rientri tra quelle personali, che vari secondo il modo di pensare di ognuno: chissà.

Tempo fa utilizzavo un software per creare le mappe concettuali. Non ne potevo fare a meno: qualunque argomento studiassi ero già lì a creare la mappa concettuale, a inserire concetti, cercare relazioni, organizzare strutture. Anche se la materia non si prestava, pure andavo avanti, avventurandomi in schemi sbilenchi e contorti, che s’intrecciavano gli occhi a seguirne le  linee. Tant’è.

Ci perdevo parecchio tempo, e ben presto dovetti fare i conti: ne valeva la pena? Quanto imparavo in confronto al tempo che utilizzavo? A cosa serviva tutto questo schematizzare?

Pure a me piaceva, ma a conti fatti, gli schemi servivano a ben poco: erano una sintesi poco efficace, vuoi perchè troppo sintetici e le informazioni s’erano perse per strada, vuoi perchè troppo complicati, e allora era un bel lavoro decifrarli. E poi era più il piacere di farli, che quello di riguardali: preferivo iniziarne uno nuovo, che modificare quello vecchio. Rimaneva il fatto: a cosa servivano?

Di spiegazioni sulle mappe concettuali c’è una bella letteratura: a leggerla c’è di che entusiasmarsi, descrittori, legami logici, strutture teoriche, preconoscenze. Eppure non mi bastavano: quella che cercavo era una spiegazione più personale, che rispondesse ai miei dubbi.

Non la trovai per vie razionali: passò altro tempo finchè mi venne un’idea che aveva ben poco a che fare con le mappe concettuali. C’entravano piuttosto le eliche e le forze fisiche che permettono aerei di volare. Questa era l’idea:

flowRoot3994

Me la dimenticai rapidamente; mi tornò in mente leggendo questo post.

Ghiaia monotona

Ogni tanto penso che i post passati, abbiano già segnato il passo: finiti, hanno fatto il loro tempo, chi li leggerà più? Chi li commenterà?

Regola infranta spesso; come questo post, che ha pure un bel titolo: conoscenze come ghiaia: materali inerti. Scritto un anno fa, risponde alle mie (ma non solo) domande di adesso:

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Marketing + elearning

scimmia1 Marketing ed elearning: strana coppia si dirà. C’è però chi il legame lo vede, tanto da darci il nome ad un convegno, l’e-learning per la comunicazione ed il marketing , il 22 novembre a Bologna.

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The free dictionary e i giochi personalizzati

Sto leggendo l’ottimo post di Adriano de Vita su The Free Dictionary, un dizionario di Inglese liberamente utilizzabile che presenta diverse risorse utili e interessanti.

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Un wiki come intranet

Wikipedia è un’ottimo esempio delle potenzialità dei wiki collaborativi: i suoi risultati sono visibili a tutti e, nonostante critiche e note, rimane uno strumento molto utilizzato.

E’ possibile trasportare questo modello anche nelle imprese? Il caso di studio proposto sul sito e-gineer, sembra dimostrare di si: la Janssen-Cilag, azienda australiana che fa parte del gruppo Johnson & Johnson, ha sostituito la propria intranet con un wiki, e i risultati sembrano ottimi.

Lo studio inizia descrivendo il processo che ha condotto all’adozione dei wiki. Interessanti i tre principi base:

  1. We need a system where editing is immediate and very simple.
  2. Getting
    people to contribute at all is hard, so we need to concentrate on
    letting people do things rather than worrying about what they shouldn’t
    do.
  3. The risk of letting anyone change anything is low, since
    we’ll keep a complete history of changes so we can quickly undo
    mistakes and we can hold irresponsible individuals accountable for
    anything improper. (Reactive moderation rather than Proactive
    moderation).

La piattaforma utilizzata è stata, anche per i motivi appena citati Confluence by Atlassian. La formazione per utilizzare questo wiki è stata minima, includendo un video, il supporto personale e una guida dettagliata. I risultati non si sono fatti attendere: quasi 200 persone hanno editato il wiki nei mesi successivi alla sua implementazione. La semplicità è  stata la formula vincente, che ha permesso di ottenere questi risultati:

Implemented with usability and simplicity as the key focus, a Wiki is a
fast, cheap and highly effective way to run an Intranet. Users do not
perceive our Intranet as a Wiki, with all the anarchistic overtones
that brings. Rather, they see the simplicity and flexibility as a
natural evolution of Intranet technology.

Da tempo, l’elearning vede i wiki come un possibile strumento didattico : per diversi motivi la loro applicazione , è però limitata al mondo della scuola e all’università. Se questo strumento entrasse in azienda, come mostra questo caso di studio, potrebbero essere possibili interessanti soluzioni tra formazione e lavoro.

Our Intranet, the Wiki: Case Study of a Wiki changing an Enterprise

via elearnspace

Krusciov in Podcast

 Al contrario della sua sorella televisiva, radio rai propone trasmissioni di alto livello culturale, e di sicuro interesse. Esco giusto ora, da una due giorni su Krusciov e il 1956, l'anno del XX congresso, quando i crimini di Stalin furono condannati.

Che dire? Grande rigore storico, attenzione agli eventi, a fatti e alla loro concatenazione, con alcuni balzi in avanti - la perestroika, gorbaciov, i giorni nostri.

Ancora più notevoli i ritratti storici - in particolare quello di Stalin e  la descrizione della sua morte, un'ironico contrappasso del potere detenuto-,  la cura di inserirli nella dimensione quotidiana, il soffermarsi su minimi particolari, la Pravda, gli annunci radiofonici, la spartana dacia di Stalin, il palazzo di Beria e le sue celle sotterrane; queste descrizioni rendono tangibile "lo spirito del tempo" dell'arcipelago sovietico, un impero confuso, molto diverso dall'appiattita immagine che la propaganda anti-comunista ha offerto e ancora oggi offre.

1956: Krusciov contro Stalin