Archive for July, 2007

Destro o sinistro

Navigando in Open learn, il repository "open" della open university, mi sono imbattuto in questa pagina: 

However, introducing right brain activities to the classroom does not only improve right brain skills, but improves the brain's performance as a whole. The more we can use activities in our classrooms that connect the two hemispheres of the brain, the more learning that will take place.
 

…che propone un simpatico giochino: emisfero destro o sinistro?

 (tra l'altro è una risorsa semplicissima ma molto "impattante")

 

Da leggere con: Meta celebrali

 

La cattedrale ed il bazaar

Continua la doccia fredda all'idea di collaborazione "totale" tra gli utenti in internet. Già questo post di Caterina parlava dei limiti della Dumbness of Crowd, le masse che operano nei social network. Stavolta ad essere oggetto di revisione è il modello open source, meno aperto e democratico di quanto si potrebbe pensare. Ne parla quest'articolo, revisionando un famoso saggio scritto nel 1997 da Eric S. Raymond che aveva decretato il successo del modello "open". Breve sintesi.

Il bazaar e la cattedrale 

Il saggio in questione è la Cattedrale e il Bazaar, che descrive la nascita e lo sviluppo del sistema operativo Linux. Un pezzo di storia dove sono evidenziati i meriti del Bazaar, la community aperta che crea, testa e corregge il codice di programmazione, contro la Cattedrale, il tradizionale team limitato e chiuso di programmatori. Queste idee saranno fonte di ispirazione per molti altri progetti, tra cui anche la Wikipedia, che adotterà un modello molto simile.

Come sono andate le cose

Ma sono andate proprio così le cose? Come hanno collaborato tante zucche? In realtà è necessario fare delle distinzioni.

Innanzittutto la collaborazione tra tante persone ha operato in determinati ambiti, come la ricerca di bug e difetti: in queste attività non è necessario coordinare gli interventi ed in più le differenze individuali, più che un ostacolo, rappresentano una risorsa (più visuali=più problemi rintracciati). 

Inoltre dietro l'opera della massa, c'è stato il lavoro di un team di esperti scelti da Torvalds, il creatore di Linux, in grado di coordinare e valutare i contributi apportati al codice. La divisione tra Bazaar e Cattedrale diventa meno netta rispetto a quella descritta nel saggio di Raymond.

La valutazione dei collaboratori 

C' è un ultimo aspetto  da tenere presente: come sono selezionate le persone che coordinano e valutano il progetto? Ad esempio, il criterio adottato dalla Wikipedia sembra essere meno felice e ha pregiudicato la qualità dell'opera stessa: i collaboratori infatti sono scelti in base alla quantità di interventi. Questo criterio, pur essendo in misura maggiore democratico, ha penalizzato e penalizza la qualità dell'opera stessa. In Linux invece è stato preso in considerazione la competenza degli utenti, producendo risultati più efficaci.

Conclusioni

L'idea di fondo dell'intero articolo, torna a quanto già detto nel post di Caterina: è difficile che possa nascere innovazione nella collaborazione di massa. I progetti innovativi (pensate anche ad ELLG) nascono da una o più persone che hanno un'idea concreta e specifica, e sono in grado di portarla avanti. L'idea di un leader, sia Torvalds o Gates o Wales, sembra essere irrinunciabile qualunque sia il progetto portato avanti. Ed è questa stessa idea che mal si accorda con principi democratici, partecipazione collettiva ect. Ma questa contraddizione non è insanabile: in realtà evidenzia i limiti di una visione collaborativa ma acritica, dimostrando come per realizzare qualcosa che funzioni, non è sufficiente aggregare una "massa" di individui, ma è necessario un progetto e un leader in grado di portarlo avanti. Non solo. Adottando i giusti criteri, si valorizzano i benefici della collaborazione tra le persone che vi partecipano, innescando un meccanismo virtuoso. Ma la collaborazione è un'operazione più difficile di quel che sembra e per questo è effettivamente sopravvallutata…  Voi che ne pensate?

(photo from: pingnews.com)

Gimp: loading font lento?

Per tutti gli utenti Gimp: il programma si carica lentamente? Passano una ventina di secondi durante lo splashscreen, con la scritta loading font? Non è normale: Gimp in computer medi, si carica in 5- 6 secondi massimo. Nella FAQ di Gimp,nella sezione “Gimp appears to hang while loading fonts. What’s going on?“, è descritto il problema e la sua soluzione. E’ necessario cancellare un file nella cartella document and settings. Cercatelo con cerca. Un grazie al gruppo GIMP, m’ha risolto un bel problema!!!

 

L’elefante e i learning object

Gianni riprende la discussione sui Learning Object e fa il punto della situazione: lo ringranzio.
Dopo aver letto il suo post ho iniziato a scrivere una risposta, perdendo un pò di tempo: troppe idee contorte, troppe frasi mozze, troppe argomentazioni annebbiate. E’ meglio se dico quello che effettivamente penso: un’opinione personale e poco “scientificamente giustificata” ma almeno chiara.

 

L’analisi di Gianni, è condivisibile ed esatta, forse un pò troppo teorica. Cosa sono i Learning Object? Aldilà di definizioni teoriche, più o meno esiste un modello di riferimento, uno “stampo” che viene ricalcato nella loro produzione.

Un Learning Object è composto da una serie di pagine web, da fruire in modo sequenziale. I contenuti di ogni pagina, sono organizzati in modo semplice e chiaro, spesso accompagnati da immagini e animazioni, ancora meglio se ci sono interazioni e una voce audio narrante che accompagni il video. Infine la fruizione del corso viene tracciata, vale a dire esiste un sistema che annota le pagine visitate dall’utente, i risultati dei test ect. Questa funzione è svolta dalla piattaforma, un portale dove sono contenuti i corsi così creati, che in genere offre anche altre funzioni (forum, documenti ect..)

I Learning Object dovrebbero essere rivolti al contesto aziendale, per offrire una formazione di base, schematica e non approfondita -legislazione, normative, procedure- o come introduzione ad altri interventi formativi. Le loro caratteristiche dovrebbero semplificare lo studio dei materiali, rendendo più leggera la fruizione: la loro efficacia formativa di conseguenza è bassa. Questo compromesso può essere in accordo con l’obiettivo di raggiungere persone che probabilmente non hanno il tempo, le energie o la voglia di eseguire uno studio più impegnativo.

Probabilmente questa descrizione è parziale e superficiale: a completarla esistono studi, analisi e standard che in passato hanno permesso previsioni di utilizzo ottimistiche, poi rivelatasi sbagliate. E proprio in funzione di queste previsioni che è stato decretato il loro fallimento -qui c’è un post a riguardo-. L’idea che i LO potessero sostituire l’insegnate, delegando al materiale didattico l’intero processo formativo, automatizzandolo e rendendolo autosufficiente è stato il principio di fondo -errato- che in parte ha condotto a questa disfatta. Forse i LO dovrebbero essere considerati come semplice risorsa didattica con proprie caratteristiche peculiari.

Rimane aperta la questione dei costi: se sviuppati adeguatamente i LO hanno un costo molto elevato. Ma questo problema richiede forse l’analisi del contesto dove devono essere applicati ed il confronto con l’efficacia e i costi di altri interventi formativi.

La mia impressione di fondo -questa è un’opinione molto personale- è che tutti questi studi, standard, deliri teorici ect- gli stessi che poi hanno fomentato le previsioni errate - siano riusciti ad “ingessare” anche l’evoluzione dei LO, impedendo sinergie con altri strumenti oggi disponibili: proprio i LO potrebbero essere un mezzo per far entrare gli strumenti 2.0 nella formazione aziendale, magari in modo graduale e semplificato. Ma ad occhio, questo passaggio sarà duro considerato “l’elefante” che si portano dietro. Ma questa è solo un’opinione personale, magari totalmente sbagliata.

[meme]] i servizi web 2.0 che uso

Ho letto questo post di catepol, ecco i servizi web 2.0 che utilizzo

Comunicare: Skype, Gmail, MSN (pochissimo, giusto per beccare un paio di amici)
Ricerca
: Google, Wikipedia.
Rss Reader: Google reader
Bookmark: del.icio.us, stumbleupon
Statistiche: Firestat.
Immagini e Video: filckr, sto provando zooomr, youtube (anche se a dir il vero i video li guardo solo attraverso stumblepon)
Musica: per un periodo ho usato last fm, ora non più
Blog: wordpress, stubleupon
Cataloghi: Mi voglio iscrivere aNobii (questioni di tempo..)

Il genere

Trovata mentre leggevo la cultura dell’educazione, si riferiva in particolare ai generi letterari.

L’ambiente di apprendimento personale

Tra tutti, se c’è un termine per me profondamente evocativo, è quello di ambiente di apprendimento. Aldilà di quasiasi orbita teoretica e scientifica, è la personale declinazione che avverto, quella che veramente m’affascina. Ambiente di apprendimento: un abisso dove emergono i pensieri più profondi, dove abitavano gli antenati del nostro io, gli stessi che hanno contribuito a conquistarlo, nell’affermarsi di una personalità unica e conclusiva. Il vago languore che emana il tramontare di epoche lontane, apre una parentesi tra quello che siamo e siamo stati: non è un luogo reale, solo l’ intreccio tra i suoi oggetti e i ricordi che evocano, illuminati dalla prospettiva che il nostro permanere crea, questo è il nostro ambiente personale di apprendimento.

Jonassen su slideshare

Un'ottima presentazione sulle teorie di Jonassen, creata da gianni marconato, che con il suo ottimo blog, tratta molti temi sull'elearning, in modo tutt'altro che banale e scontato (e questo non è solo un ringraziamento per aver coperto il recente convegno si-el ;)

idee chiave:

  • la conoscenza come risultato del pensiero
  • le tecnologie come strumento del pensiero, e non semplice canale di trasmissione delle conoscenze
  • gli strumenti cognitivi come mezzi che non rendono più semplice la comprensione, ma aiutano a costruire una conoscenza personale
  • la costruzione di significato condivisa con gli altri: la conversazione come strumento cognitivo
  • la definizione di ambiente di apprendimento
  • il problem solving

I significati del termine elearning

Tra morti annunciate, e suffissi 2.0, l'elearning sta diventando un termine sempre più vago. Commmitenti diversi, contesti di utilizzo, diverse metodologie = più e-learning.

Così esiste un e-learning "industriale" basato sui learning object, che affida il successo pedagogico all'efficacia delle risorse multimediali efficaci,ed un e-learning orietato alle interazioni tra gli utenti, dove l'attenzione si focalizza sulla gestione dei processi di apprendimento.  

"today there are at least as many e-Learning options as the different learning sub-systems. Has the term "e-learning" lost its meaning trying to represent realities which have very little in common, except for the use of technology? These different realities, "e-learning territories", are developing separately in their own pace. The speed of change seems to be highest in informal learning environments, relatively high in corporate environments and rather low in institutional education and training. This provokes interesting question: Why are the territories which are changing fastest the ones where education policy makers and formal curricula have little to say?"

Has the term "e-learning" lost its meaning trying to represent realities which have very little in common, except for the use of technology?

Cosa hanno in comune questi diversi e-learning? Sicuramente l'idea di tracciamento, vale a dire la possibilità di indagare come gli utenti utilizzano gli strumenti didattici disponibili on-line. Ma in linea generale, è più facile vedere le differenze che le somiglianze tra i diversi e-learning…  chissà, forse un'analisi attenta, potrebbe anche spiegare perchè i diversi e-learning non trovano un terreno comune, una soluzione anche tecnologica oltre che pedagogica, dove poter innestare i loro caratteri distintivi….

Tags: elearning

  

historycast

Trovato, su comeweb risorse, historycast, un podcast sulla storia, tenuto da una docente universitaria. Sembra molto interessante quindi torno ad ascoltare la puntata sull'inquisizione, tanto per rimanere in tema con la serata precedente….

 

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