Archive for January, 2007

La conquista dello spazio

Da una nota del 19/8/06:Sono tornato a casa, nel mio ambiente di apprendimento personale. In bici, è estate e attraverso la periferia che scompare tra le ombre del crepuscolo e gli ultimi campi che ancora resistono. C’è una grata, quando ci passo sopra emette un suono gutturale ed intermittente: è piacevole scoprirne le tonalità zigzagandoci sopra, come quando da bambino passi la mano lungo l’ inferriata dei cancelli, o forse ancora prima, nei giocattoli sonori dell’ infanzia. Nel tumulto delle impressioni momentanee,anche altri ricordi emergono.

Sto guardando la TV, forse è estate, è un film di fantascienza, Solaris. Alcuni astronauti raggiungono una stazione spaziale in orbita: a bordo c’e’ un fruscio sommesso e continuo che si propaga in tutti gli ambienti. Sono strisce di carta appese alle grate dei condizionatori, servono a ricordare il fruscio degli alberi sulla terra, la notte, quando gli astronauti stanno per addormentarsi. E’ in questa metafora che si racchiude il senso del film: non esiste uno spazio esterno, non esiste lo spazio siderale, fatto di buio e distanze immense: esiste solo un processo di umanizzazione di ciò che è esterno, in qualunque condizione esso avvenga, a qualunque costo e prezzo. Persino nel vuoto più totale.

Era il 1972 ed in questo modo il regista russo Tarkovsky, piegava le gloriose traiettorie che conducevano l’uomo alla conquista dello spazio: riportandole a terra, lungo i binari dei ricordi personali, dove ogni esplorazione umana svanisce nel proprio passato.

Dall’ altra parte della cortina, anche un’ altro regista racconta la conquista dello spazio: tra i vari episodi che compongono Odissea nella spazio, compare quello di Hal 9000, l’ intelligenza artificiale che reclama il suo diritto a vivere. E’ sorprendente come visto attraverso questi due film, il nostro presente non sia altro che una sintesi di quelle due visioni: scomparsa la conquista dello spazio, scomparsa l’ intelligenze artificiale (almeno per ora), non rimane che un processo di umanizzazione che non conosce limiti, e raggiunge persino il silicio di cui sono composti i processori. Ma questa è un’ altra storia.

Opera

Opera web browser: Homepage

Da qualche settimana ho riniziato ad usare Opera… L’avevo abbandonato quest’estate stufo di non poter visualizzare l’ interfaccia WYSIWYG, di Moodle e Yahoo, (quella che permette di editare il testo del messaggio ) ed ero passato prima a Firefox e poi a Flock (qui ne spiego i validi motivi) . Ci sarei pure rimasto, ma sono entrambi troppo instabili: a metà giornata mi ritrovo regolarmente la CPU che va 100%. Non ne conosco i motivi. (Ajax? extension?)

Opera invece ruba poche risorse ed è relativamente stabile. I principali difetti che io conosco:

  1. non supporta il WYSIWYG
  2. non supporta google documents
  3. non supporta stumbleupon (gravissimo questo)

Google reader si usa bene, le tab funzionano perfettemante, motori di ricerca pi� o meno personalizzabili ect. non fanno rimpiangere eccessivamente Firefox (Flock si!)

Il vero problema di Opera (almeno dal mio punto di vista) � che un software proprietario, discretamente chiuso, il che rende difficile una risposta rapida alle esigenze degli utenti. Per contro, Opera negli ultimi anni ha saputo inserirsi bene nelle varie social application:

  • da anni esistono forum che rispondono in maniera efficace alle eventuali problematiche
  • ha aperto una piattaforma di Blog molto popolare e attiva, con servizi come Photoalbum ed altro
  • ha aperto agli utenti, che possono relizzare widgets simili alle extension di Firefox, anche se meno funzionali (per ora)
  • ha costruito il pi� rapido, comodo (e diffuso) browser per cellulari, operamini
  • ha creato il browser per Nintendo Ds e Nintendo Wii (che se prenderanno piede significano un’utenza molto ampia)

Rimane il fatto che è un browser proprietario con tutte le spiacevoli sorprese che ne conseguono:

AsaDotzler di Firefox punta per� l’indice verso Opera in quanto hacomunicato con ampio ritardo di aver corretto un buco di sicurezzanella gestione delle immagini jpeg, sottolineando come Mozilla hainvestito molto per mettere in piedi una struttura in grado dirisolvere queste crisi in meno di 48 ore.

Opera nasconde le proprie vulnerabilità?

Identità 2.0

Prima di affrontare preoccupazioni didattiche e altro, un corso online, dovrebbe confrontarsi con il problema dell ‘identità digitale. Per un semplice motivo: se le interazioni sono al centro di un processo formativo, � difficile che queste avvengano o che risultino efficaci, in assenza di una identità definita. Fenomeni come il lurking, penso, potrebbero essere collegato proprio alla difficoltà di costruirsi un’ identità on line.

Certo l’ identit� si costruisce anche attraverso l’ interazione, e sicuramente è un processo co-evolutivo quello che interessa entrambe. Ma il loro rapporto non si esaurisce con la semplice equazione identità = interazioni. Non si tratta di stabilire chi viene prima o chi è la causa di cosa ma piuttosto di prendere atto di un problema e valutarne i rimedi.
In una situazione reale le nostre azioni sono sempre valutate e declinate secondo l’ identità che abbiamo o proponiamo: anche senza conoscere il nostro interlocutore possiamo sempre contare sull’ identità che il nostro aspetto fornisce. Online è più difficile: il timore di sbagliare, di essere valutati in modo negativo, senza la barriera di un’identità solida e sicura, può ridurre le possibilità di interazione. Ma senza interazioni è ben difficile costruirsi un ‘indentità. Gli incontri in presenza servono proprio a questo, facilitare le interazioni on-line .

Escludendo quest’ ultima soluzione, quali altre strade rimangono? I servizi web 2.0 , secondo me, fanno una cosa molto utile: semplificano il processo di costruzione dell ‘identità, creando un’ interazione indiretta con gli altri, quasi costringendoci ad interagire.

In che modo? Prendiamo Flickr e Delicious: io uso Delicious perchè � comodo, ho tutti i link preferiti al sicuro, sono ben organizzati e aggiornati. Se qualcuno li vedesse probabilmente si farebbe una certa idea di me, che potrebbe essere la base per la nostra interazione. O pensiamo a Flickr: le foto le metto per farle vedere a una persona ben precisa, ad un mio amico, ad un mio parente (o ai miei compagni di master), non penso certo a mostrarle ad uno sconosciuto. Ma adesso sono online, e perdipi� pubbliche (”tanto io non ci sono” avevo pensato) : mi sono costruito (una parte di) identit� e non me ne sono neppure accorto. Avere un’ identit� on -line poi , non significa solo facilitare le interazioni con gli altri: significa anche “prendersene cura” e sicuramente � pi� semplice adattarne una costruita involontariamente, che costruirne una da zero. Chiudo con una citazione dal libro che sto leggendo (purtroppo lentamente):

L’aspetto fose pi� universale dell’ esperienza umana � il fenomeno del s� e sappiamo che l’educazione � essenziale per la sua formazione. Chi si occupa di educazione dovrebbe averlo sempre presente.

j. Bruner La cultura dell’ educazione.

Ok adesso vado a mettere la foto.

PS: non c’e’ ellg tra gli esempi perch� nel prossimo post lo volevo confrontare ad un servizio on-line che gli � molto simile e che a me piace molto.

Regole d’ oro…..

Cos� il citare la fonte di una notizia, esplicitamente accompagnandola con il link alla pagina del sito da cui la si � prelevata, � insieme una condotta di efficienza, di modestia e persino di democrazia.

Con preghiera di link � Chips & Salsa

Podcast e Roma

La terza ha pubblicato i podcast delle conferenze di storia che si stanno tenendo presso l’ auditorium di Roma. Per ora sono 4, io le ho ascoltate durante una notte di viaggio, veramente belle e molto interessanti. L’ argomento � Roma, nelle sue diverse fasi storiche: imperdibile la notte di natale dell’ 800 -uno spaccato incredibile sul basso medio evo con Carlo Magno come protagonista- e il 19 agosto del 43 - Ottaviano e Cicerone-. Uno dei migliori Podcast che abbia mai sentito. Provare per credere.

PS : le prossime sono il sacco di Roma e il rogo di Giordano Bruno.. non vedo l’ ora!

via:: senzavolto ::: La storia in podcast

Simpson da paura!

Anche i Simpson sul sentiero del declino, sarà ora di reinventarli secondo lo stile crudo e inquietante che ha rigenerato i supereroi classici ? -su tutte Watchmen, un capolavoro-

Qualcuno ci sta già pensando, guardatevi questa immagine: c’e da rabbrividire!

http://www.lorenz77.altervista.org/foto/simp.png




Impariamo a fotografare


Oltre ad avere un ottima galleria di immagini, questi tutorial spiegano con precisione cosa avviene all’ interno di una macchina digitale mentre scattiamo una foto. Di cosa da sapere ce ne sono parecchie, e le differenze tra i vari dispositivi fotografici non si fermano al numero di megapixle o alla qualit� delle lenti, come ben dimostrano i risultati molto diversi che modelli sulla carta simili, raggiungono.

A che pro?

Capire il processo di trasformazione e compressione delle immagini permette di agire meglio sul fotoritocco, e la seconda parte dei tutorial � infatti dedicato a curve, livelli e istogrammi…. (su Gimp livelli->colore-> curve/livelli).

Complesso ma interessante, questa guida presenta esempi interattvi in grado di evidenziare le differenze tra processi diversi: un must per imparare qualcosa!!

Cambridge in Colour - Digital Photography Tutorials